Addio a Stephen Luscombe, tastierista e cofondatore dei Blancmange: aveva 70 anni
È morto Stephen Luscombe, storico tastierista e cofondatore del duo Blancmange, negli anni ’80 portò la band synth-pop tra i nomi simbolo della new wave britannica come caposcuola di una generazione di musicisti di grande influenza
Stephen Luscombe, tastierista e cofondatore dei Blancmange, è morto all’età di 70 anni. La notizia è stata confermata dal compagno di band Neil Arthur con un breve e toccante messaggio diffuso sui social: “Heartbroken. RIP Stephen. Love you forever”.
Non sono state rese note le cause del decesso, anche se Luscombe aveva dovuto abbandonare la carriera attiva con i Blancmange nel 2011 dopo aver subito un aneurisma aortico addominale.
Chi era Stephen Luscombe
Nato a Middlesex nel 1954, Stephen Luscombe aveva studiato alla Harrow School of Art dell’Università di Westminster. A Londra incontrò Neil Arthur e Laurence Stevens, con cui nel 1979 fondò i Blancmange. Stevens lasciò presto la formazione, lasciando Luscombe e Arthur a guidare il progetto. Il primo riconoscimento arrivò con la presenza della loro canzone “Sad Day” nella compilation Some Bizarre Album del 1981, accanto a nomi destinati a diventare leggendari come Depeche Mode, The The e Soft Cell.
Il debutto discografico arrivò l’anno seguente con “Happy Families”, subito entrato nella top 40 delle classifiche britanniche grazie a singoli come “God’s Kitchen” e “Living On The Ceiling”, che divenne il loro brano più noto. Con “Mange Tout” del 1984 la band conquistò la top 10 nel Regno Unito, confermandosi tra le realtà più solide della scena synth-pop.
Luscombe e Blancmange, dopo lo scioglimento
Nonostante il buon seguito, il terzo album “Believe You Me” del 1985 non replicò i successi precedenti, e i Blancmange decisero di sciogliersi nel 1986. Luscombe esplorò allora nuove contaminazioni musicali, collaborando con Pandit Dinesh e altri musicisti in “New Demons”, un progetto che mescolava influenze indiane e elettronica.
Nel 2011 arrivò la reunion con Neil Arthur per l’album “Blanc Burn”, con un ottimo riscontro di pubblico anche in considerazione dell’enorme rilancio di tutto il genere new wave ed elettronico che gli stessi Blancmage avevano contribuito a creare, ma i problemi di salute lo costrinsero a ritirarsi poco dopo.
Colto da un malore che quasi lo aveva ucciso Luscombe abbandonò quasi completamente l’attività lasciando ad Arthur il compito di portare avanti il progetto come solista, pubblicando numerosi lavori negli anni successivi e riportando la band in tour internazionale.
Eredità e influenza
La scomparsa di Stephen Luscombe segna la perdita di una figura che contribuì a definire il linguaggio del synth-pop britannico degli anni ’80. Con i Blancmange portò nelle classifiche melodie sofisticate, ironia e una miscela di elettronica e tradizione pop che li rese riconoscibili nel panorama new wave. La sua tastiera ha dato corpo a brani che restano tuttora simbolo di quell’epoca.
La recente rinascita dei Blancmange sui palchi internazionali conferma come l’impronta lasciata da Luscombe continui a influenzare nuove generazioni di musicisti e ascoltatori.