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Julian Casablancas parla di Phrazes for The Young, Strokes e videogiochi

A pochi giorni dall’uscita del suo primo album solista Phrazes for the Young, il leader degli Strokes Julian Casablancas ha rilasciato un’intervista che spazia dalle sue creazioni musicali alla passione per i videogiochi (e il desiderio segreto di essere un game designer). Vi riportiamo alcuni estratti dell’intervista completa che potete trovare su Pitchfork. Casablancas parla

di david


A pochi giorni dall’uscita del suo primo album solista Phrazes for the Young, il leader degli Strokes Julian Casablancas ha rilasciato un’intervista che spazia dalle sue creazioni musicali alla passione per i videogiochi (e il desiderio segreto di essere un game designer). Vi riportiamo alcuni estratti dell’intervista completa che potete trovare su Pitchfork.

Casablancas parla della sua a amata città di nascita:

«New York è diventata un unico bar/ristorante/Starbucks. C’erano tanti quartieri, ma adesso ci sono appena due strade cool a Manhattan. La canzone Lodlow St. parla della sentimento di “quale è la tua casa?” E’ come se i luoghi dove sei cresciuto fossero un’illusione, perché cambia così tanto»

Sulla tanto agognata riunione degli Strokes:

«Non faccio più previsioni. Non Con gli Strokes dovremmo riunirci il prossimo gennaio, ma non prendetemi in parola. Stiamo provando a riunirci da anni. Io sono sempre disponibile e loro lo sanno, ma ritrovarsi insieme è difficile»

Del suo sound:

«Di certo non voglio avere sempre lo stesso sound. Sto provando a fare della mia musica una cosa di cui la gente pensi: ‘Oh cazzo, è fico fare delle cose così adesso’. La gente ha provato, fallendo, a combinare funky dai ritmi complessi e melodie che durano a lungo. Di solito puoi avere una cosa oppure l’altra. Mi piacerebbe fare la classica cosa rock e poi andare in uno strano e poliritmico spazio astrale. L’ideale per me è andare veramente la fuori ma cominciare a girare in circolo e sembrare piuttosto normale»

Continua dopo la pausa.

Sul suo prossimo tour solista:

«Potrebbe essere un disastro, ma ci provo. Ci saranno addirittura cambi di set. E’ come uno spettacolo a metà normale e a metà come uno dei Pink Floyd, con i laser. E se sarà un disastro, dirò: ‘sto solo scherzando’, e continueremo come uno show normale»

Sui videogiochi:

«Ho sempre avuto un grande desiderio di progettare videogiochi. Principalmente perché ci sono alcune cose nei videgiochi che mi fanno uscire di testa. Tipo, quando stai giocando a un gioco di auto e pensi ‘Perchè non posso girare a destra qui?’ O quando sei James Bond e non ti puoi girare per sparare al tizio dietro di te perché miri prima al soffitto e poi al pavimento»

«Ho questa idea folle per un videogioco: vi ricordate Mario Kart per Nintendo 64? Beh, qualcosa del genere ma con auto prese da film e serie TV, come l’auto di Batman degli anni ’60 o K.I.T.T. di ‘Supercar’, o l’auto di Hazzard. Idee sciocche come questa. In tour si finisce per giocare un sacco di videogiochi»