Owl City e il successo a sorpresa

Ci sono vari tipi di successo, ma principalmente ne esistono di due tipi: quello che mi piace definire “forzato” (ovvero quel successo dovuto soprattutto al “nome/brand” dell’artista) e quello più spontanteo, che dal nulla aumenta piano piano. Quest’ultimo caso è quello dei Owl City. Gli Owl City sono una onemanband (la mente è Adam Young)

Ci sono vari tipi di successo, ma principalmente ne esistono di due tipi: quello che mi piace definire “forzato” (ovvero quel successo dovuto soprattutto al “nome/brand” dell’artista) e quello più spontanteo, che dal nulla aumenta piano piano.

Quest’ultimo caso è quello dei Owl City. Gli Owl City sono una onemanband (la mente è Adam Young) che dal 2007 ha pubblicato tre dischi: due autoprodotti e “Ocean Eyes”, uscito a luglio per la Universal. Musicalmente il risultato è senza infamia e soprattutto senza lode, un buon indie pop elettronico che mi ha ricordato in più punti una versione ancora più radiofonica dei Postal Service.

Non sarà quindi un progetto destinato a passare alla storia, ma mi fa molto piacere che in testa alla classifica USA dei brani più scaricati (quasi 200.000 solo questa settimana, quasi 900.000 in tutto) ci sia “Fireflies” di Adam Young/Owl City e non la solita velina o il solito rapper di turno. Anche l’album sta crescendo: questa settimana ha raggiunto il suo peak passando dalla 20 alla 8 (28.000 copie, circa 185.000 in tutto). Dopo il salto trovate “Fireflies”, diteci cosa ne pensate.

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