Brett Anderson solo

Che lui sia una figura chiave del rock anni novanta non ci sono dubbi. Tormentato, ambiguo, dannato..e soprattutto leader incontrastato di una grandissima band cult del decennio, i Suede (ultimi album permettendo). Dopo la mediocre esperienza dei The Tears, pallido tentativo di ricreare un degno gruppo post-Suede con il veterano amico e collega Bernard Butler,

Che lui sia una figura chiave del rock anni novanta non ci sono dubbi. Tormentato, ambiguo, dannato..e soprattutto leader incontrastato di una grandissima band cult del decennio, i Suede (ultimi album permettendo).
Dopo la mediocre esperienza dei The Tears, pallido tentativo di ricreare un degno gruppo post-Suede con il veterano amico e collega Bernard Butler, Brett è pronto a ricominciare una nuova avventura discografica, stavolta da solo, pur tenendo ancora insieme i The Tears.
Il progetto dovrebbe concretizzarsi entro il 2006 e a detta dell’interessato sarà un lavoro molto soft e intimista, oltre che spartano nella scelta dei collaboratori, tra cui cita Fred Bull dei Pleasure e Dr.Dre.
Incrociamo le dita e riviviamo i tempi d’oro riascoltando The beautiful one e una splendida esecuzione live di We are the pigs

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