Sonar 2009 - Prima giornata /1

SonarVillage

Soundsblog cerca di darvi una piccola panoramica su questo Sonar 2009 che si sta consumando in questi giorni, per quanto sia difficile, riuscire a spiegare com'è e cos'è il Sonar, per chi non c'è. Ci proviamo, e proviamo anche a commentarlo per voi. In questo primo contributo, cerchiamo di dare una panoramica generale di quel che si incontra al sonar.

Al suo sedicesimo appuntamento, il Sonar è un festival internazionale di musica contemporanea (advanced music) e arti multimediali (sic). Se vogliamo, possiamo provare a immaginarcelo e a visuyalizzarlo come una sorta di Woodstock contemporaneo e globalizzato che, nella sua versione "di giorno", si svolge proprio al centro del quartiere universitario di Barcellona, che poi è quella più interessante, meno mainstream, più freak, se vogliamo. Anche se c'è un dato di fatto: non è esattamente un evento economico, sebbene quel che si vede e si ascolta valga il prezzo del biglietto (30 euro per l'ingresso del giorno - non vale per la sera -, 140 per l'abbonamento complessivo).

Nel Sonar by Day ci sono fondamentalmente quattro strutture che ospitano gli eventi (escluse le installazioni e le mostre): il Sonar Village, che è fondamentalmente un praticello di plastica con alberi veri dove ci si gode allegramente musica mixata da vari dj e una surreale atmosfera da colazione sull'erba elettronica, il Sonar Complex, una chiesa sconsacrata, la Sonar Hall, una grossa hall sotterranea e il SonarDome, un tendone che ospita musica live.

La cosa più impressionante del Sonar è la quantità di persone e di umanità varia che vi si incontra, anche se a giudizio dei veterani, è sempre meno popolato, sempre meno divertente. Mi riservo di giudicare definitivamente dopo aver valutato la parte by night, che si inaugura questa sera, ospite d'eccezione Grace Jones, a giudizio di molti troppo mainstream per essere qui. Chissà. Fatto sta che tre anni fa suonavano i Chemical Brothers.

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