Chiudono i negozi di dischi, possiamo salvarli?

In questi giorni il mitico Virgin Megastore di Time Square a New York sta svendendo tutto per chiusura definitiva. Ecco, se anche quello che forse è tra i music store più famosi del mondo chiude i battenti è davvero il caso di preoccuparsi.In Italia la situazione non è buona (citando la celebre canzone): i negozi

di dodo


In questi giorni il mitico Virgin Megastore di Time Square a New York sta svendendo tutto per chiusura definitiva. Ecco, se anche quello che forse è tra i music store più famosi del mondo chiude i battenti è davvero il caso di preoccuparsi.

In Italia la situazione non è buona (citando la celebre canzone): i negozi di dischi che nel 2007 erano circa 3000, nel 2008 non superavano i 2400 (fonte Confesercenti). Pensate che persino il celebre Nannucci di Bologna chiude a fine mese il punto vendita per proseguire soltanto come vendita online. E anche le catene Feltrinelli stanno chiudendo (o ridimensionando) alcune sedi.

La musica vende e venderà sempre, in modi e forme diverse, non è questo il problema. Quello che spiace, a chi come me è cresciuto scartabellando gli LP nei negozi e ancora oggi compra dischi originali, è la perdita dei luoghi “fisici”, del negoziante con cui scambiare un’opinione o a cui chiedere consiglio, del fascino dello store così bene descritto da Nick Hornby nel suo capolavoro Alta Fedeltà (nella foto un’immagine dal film omonimo).

Ci sono anche alcuni segnali in contro-tendenza: la vendita online di musica cresce ogni anno e nel suo piccolo anche il mercato degli LP torna a incrementarsi esponenzialmente, spingendo sempre più artisti a stampare una piccola parte dei loro nuovi album proprio in vinile.

Di acquirenti di musica ce ne sono comunque sempre tanti, anche tra i nostri lettori, lo so bene.

Tornando alla crisi dei negozi, non mancano le iniziative per cercare di sostenere i nostri punti di riferimento. Così, come negli Stati Uniti si organizzano i “Record store day”, anche qui da noi il Mei e l’Audiocoop intendono lanciare una campagna di sensibilizzazione il cui slogan è: “Salviamo i negozi di dischi!” che culminerà in una manifestazione il 18 aprile (sul sito Audiocoop tutte le informazioni).

Via | La Stampa