Noemi: “X Factor? Bellissima esperienza. Talent show modo per uscire con canzoni proprie”

Noemi sui talent show dal settimanale Visto

In una recente intervista al settimanale Visto, Noemi ha ricostruito la propria carriera in ascesa dalla partecipazione ad X Factor al terzo posto a Sanremo 2012:

Mi sembrano più di quattro anni perchè sono successe tante cose, un vortice. Sono contenta del percorso che ho fatto, ho cercato di affrontare tutti i momenti con la leggerezza giusta. Quattro anni che mi hanno cambiata e durante i quali ho tentato di creare le basi solide mantenendo sempre lo stesso entusiasmo. Ho avuto poi la fortuna di incontrare persone che mi hanno aiutata a crescere, partendo da Morgan arrivando a Fiorella Mannoia, a Vasco Rossi e Gaetano Curreri.

La cantante, però esclude la propria partecipazione alla kermesse festivaliera condotta, quest’anno, da Fazio:

No, non mi sembra il caso. Se vai su quel palco devi avere qualcosa da dire, un progetto. Penso sia anche giusto fermarsi un po’ e vivere la tua vita. E poi, proprio a Sanremo, lo scorso anno, sono stato assalita da attacchi di panico e mi ero spaventata.

L’interprete è disponibile a nuove collaborazioni artistiche:

Io credo che gli incontri siano belli perché naturali, anche per empatia, senza alcuna macchinazione dietro. Diciamo che ogni tanto ci sta una bella botta di culo. E’ quello che è successo a me. In realtà dico che se ci fosse occasione di fare cose nuove, quegli incontri avrebbero sicuramente un seguito. In caso contrario, si rischia di scivolare nel già visto e sentito.

Figlia di un talent show, Noemi invita i giovani artisti a sfruttare a pieno le potenzialità del prodotto televisivo:

X Factor per me è stata una bellissima esperienza, e credo che comunque il talent sia un modo di uscire. Pero’, il mio consiglio è arrivare con canzoni proprie, perché la più grande illusione che può dare un talent è arrivare lì e capiscono subito chi sei. Tu devi arrivare con le tue cose. Magari le case discografiche ti hanno detto di no, nessuno ti produce, ed è giusto provare anche lì e non lasciare nulla di intentato. La mia più grande paura è che arriva alla gente il messaggio che il talent è come una bacchetta magica. Invece, è una macchina per portarti, è una Ferrari, è bisogna saperla guidare, avere esperienza, aver suonato, aver avuto una band, conoscere la musica, cosicché questo canale fantastico si possa usare fino in fondo. Meglio arrivare lì con le idee chiare.

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