“Silvio Capeccia Plays Decibel– Piano Solo”: intervista al tastierista della band. E su una reunion dei Decibel dice che…

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È in radio la versione in piano solo di Silvio Capeccia dell’indimenticabile brano dei Decibel “Vivo da re”, il primo singolo estratto dal nuovo album del tastierista dei Decibel “Silvio Capeccia Plays Decibel– Piano Solo” (Anyway Music/Believe), in uscita oggi, venerdì 11 settembre, in formato CD e sulle piattaforme digitali.

«Vivo da re è forse la canzone a cui sono più affezionato, il primo brano scritto insieme ad Enrico, quando ancora ci chiamavamo Champagne Molotov e suonavamo nei licei di Milano le cover di Bowie, Lou Reed e Roxy Music»

L’album contiene le più belle canzoni dei Decibel reinterpretate dal musicista e compositore in una speciale versione strumentale in piano solo. Dai grandi classici come “Vivo da Re” e “Contessa” ai successi più recenti degli ultimi album “Noblesse Oblige” e “L’Anticristo”, il disco è un viaggio attraverso la storia dei Decibel, presentati in un’inedita veste intima e intensa.

Non solo un semplice pianista, Silvio Capeccia è un artista completo e innovativo che con i Decibel ha dato vita ad una rivoluzione sonora che ha cambiato profondamente la storia del rock italiano. Tra suggestioni e leggenda, l’artista trasforma le canzoni dello storico gruppo in sonate per solo pianoforte destinate a diventare una pietra miliare della musica strumentale.

Abbiamo intervistato Silvio Capeccia per parlare del suo nuovo progetto. Ecco cosa ci ha rivelato.

Ci puoi raccontare come è nata l’idea e il progetto di “Silvio Capeccia Plays Decibel– Piano Solo”?

E’ un’idea nata NON a tavolino, come tutte le idee migliori (ride) Durante il lockdown avevamo postato sulla mia pagina Fb e YouTube tre versioni dei brani dei Decibel, solo al pianoforte. Li abbiamo fatti per far vedere che si suonava ancora, anche in quella situazione. Parlando con Enrico, è stato lui stesso a dire “Ma perché non facciamo un album intero suonato in quella maniera?”. I brani dei Decibel rivisti esclusivamente al pianoforte. L’idea nata dal progetto è arrivata anche per via del grande riscontro positivo ottenuto inizialmente attraverso i social. Da lì è partito tutto.

Tra le canzoni che hai scelto, quella a cui sei più legata è “Vivo da re”, singolo che anticipa questo progetto. Mi puoi raccontare, a parte questa, un’altra a cui sei più legato e quale canzone, invece, hai avuto maggiore difficoltà a trovare l’arrangiamento che ti convincesse di più?

Quella che mi piace di più, come gratificazione nel modo in cui la suono, è My acid queen. Pur essendo un brano molto dark, molto elettrico nella sua versione versione al pianoforte conserva questa sua personalità dura, cattiva. Mentre, invece, il brano che ha presentato maggiori difficoltà, mi viene in mente “Tanti auguri” tratto dall’album “Vivo da re”. E’ un pezzo molto ritmico, è stato più complicato. Ho tirato fuori tutta la ruvidezza del mio tocco da pianista non classico. Specifico che non sono un pianista classico, le mie ispirazioni sono gli Ultravox, ad esempio…

Parliamo della reunion dei Decibel del 2017 con una serie di tappe e date di successo. Penseresti ad un Sanremo futuro, un’altra reunion? Ti piacerebbe o la vedi come un capitolo bellissimo ma che ormai fa parte del passato?

Sono stati tre anni -dal 2016 al 2018- molto intensi, abbiamo fatto una serie di concerti in giro per l’Italia. Poi c’è stata Sanremo con la partecipazione di Midge Ure che ci è rimasta nel cuore, anche al Nazionale a Milano. L’esperienza è stata bellissima, con Enrico siamo sempre rimasti in contatto anche negli anni precedenti, quando suonavamo live e unplugged. Per il futuro, oggi programmarlo è complicato, quasi impossibile… Quando i Decibel si muovono ci sono 7 persone sul palco. Poi il tecnico delle luci, scaricatori, camion interi che trasportano strumenti. In questa situazione storica sociale, dove si parla di limitare il pubblico a 200 persone, appare impraticabile questa prospettiva. Ma questa situazione prima o poi finirà. Come Decibel, sia io che Fulvio, stiamo preparando altri brani. Lasciamoci un anno o due di fisiologica assenza dalle esibizioni live ma poi tutto questo potrà ricominciare- E’ anche fisiologico che dopo due anni quasi di “sovraesposizione” culminata con Sanremo, ci sia un periodo di allontanamento dalla scena per riflettere, ricomporre altri brani e ripresentarci.

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