Katy Perry, il mancato successo di Witness, la depressione e la rinascita: “Ora non mi sento una pop star assetata e disperata che sta solo cercando di piacere, avere una hit”

Katy Perry si racconta tra depressione, l’insuccesso di Witness e la rinascita: ecco le sue parole

Venerdì 28 agosto uscirà Smile, il nuovo album di Katy Perry. La cantante, dopo Daisies e la titletrack Smile, ha rilasciato un nuovo singolo promozionale, What Makes a Woman. C’è attesa e curiosità sul riscontro, da parte del pubblico, verso il disco, calcolando che i primi brani rilasciati non hanno ottenuto un grande successo nelle charts. Eppure, la popstar, in una recente intervista, ha ribadito di essere in una nuova fase della sua carriera e di non essere più “ossessionata” dalle prestazioni dei suoi lavori.

In un’intervista con Zane Lowe per Apple Music, la pop star ha ammesso che le cose erano diventate difficili per un po ‘a causa della performance non brillante del suo ultimo album, Witness (rilasciato nel 2017), che l’ha mandata in una spirale di depressione e insicurezza.

“Più invecchi, più diventa reale la vita e più diventa difficile trattenere il dolore che ti ha aiutato a creare [musica]. Non è più quel dolore che ti aiuta a creare canzoni. Sta solo tormentando la tua mente, a quel punto, specialmente sui trent’anni, quando le cose iniziano a far male. Il tuo corpo inizia a non funzionare. Il tuo metabolismo cambia. Tutte le cose iniziano a cambiare quando arrivi ai trent’anni, ma c’è tanta chiarezza anche da questo “.

Tutto è cambiato con Witness, che non sembrava interessare e ottenere lo stesso plauso della critica o interesse da parte pubblico, come avvenuto fino ad allora:

Per me è stato qualcosa di sismico. E ho realizzato, ‘Oh mio Dio. Ho dato così tanto potere sulla sicurezza, l’accettazione e l’amore, e ora non mi torna. Prima ero davvero in grado di riparare i miei attacchi di depressione semplicemente dicendo, ‘Scriverò una canzone assurda’, o, ‘Farò questo … ti lascerò nella polvere”. Se rompi con me, te lo mostro. Ecco una numero uno”. Ebbene, non funzionava più. Avevo rotto con il mio ragazzo. Le mie aspettative non erano state soddisfatte e il mondo non voleva più avere mie notizie in quel momento. Mi hanno detto:” Basta. Grazie mille. Ci hai dato qualcosa e siamo a posto coì”. Non sono riuscita ad alzarmi dal letto per settimane e sono diventata clinicamente depressa: ho dovuto prendere farmaci per la prima volta nella mia vita e me ne vergognavo così tanto. Pensavo “Sono Katy Perry. Ho scritto “Firework”. E Sto assumendo farmaci. Questo è un casino””

Con il tempo a seguire, è riuscita ad esser più forte, resiliente e accettare i cambiamenti, senza avere ansia da prestazione o temere insuccessi:

“Sono grata per il dolore perché mi ha spinto verso la crescita. E ora, mi sento come se non fossi una pop star assetata e disperata che sta solo cercando di piacere, avere una hit. Mi sento come se avessi una maggiore dimensione. Ho un bambino in arrivo. Ho un fidanzato. Amo le mie nipoti. Amo il mio futuro figliastro. Amo la vita”

I Video di Blogo

Francesco Guccini e Mauro Pagani per l’album “Note di viaggio – Capitolo 2” (intervista)