Linus: “Il mio non è un attacco alle discoteche, semmai una loro difesa, pensando anche ai gestori che sono stati lasciati a metà del guado”

Linus si racconta al Corriere e spiega perché ha voluto esprimere, via social, il suo punto di vista sulle discoteche chiuse

Dopo la notizia della chiusura delle discoteche decisa il 16 agosto scorso, tra i primi ad esprimere una propria opinione è stato Linus che ha sbottato contro l’annuncio, via social, raccontando di aver sempre tentato di non voler parlare dell’argomento “apertura discoteche” ma di aver scelto di prendere parola, in quel momento.

E così, da oggi, quando peraltro non conta quasi più niente, le discoteche torneranno a restare chiuse. Ho dovuto mordermi la lingua in queste settimane per evitare di infilarmi in polemiche di cui proprio faccio volentieri a meno, ma adesso che è stata presa la decisione posso chiedermi…ma quale imbecille di politico, governatore, sindaco o questore poteva pensare che si potessero aprire e non avere assembramenti?!?
I gestori delle discoteche non sono esattamente una categoria al di sopra di ogni sospetto, ma come puoi pensare che la gente in un locale non faccia quello per cui c’è andata, cioè stare insieme?
Perché le avete fatte aprire, eravate ubriachi o interessati?
A Ibiza, capitale delle discoteche europee, hanno avuto il coraggio di tenerle chiuse, qui ogni zona poteva decidere in funzione dei casi della regione. Perché nei locali al mare (gli unici aperti) si sa che ci vanno solo i ragazzi del posto, non i turisti.
“I ragazzi hanno diritto di vivere”, dicono i paraculi. I ragazzi hanno migliaia di altri modi per divertirsi.
Correndo qualche rischio, certo, perché è assurdo pensare di chiudersi in un bunker.
Ma è stupido favorire i problemi.
“Il settore è in crisi”. Certo, e ovviamente mi dispiace, ci ho passato buona parte della mia vita, ma a parte Amazon conoscete qualche attività che non abbia avuto problemi da questa situazione?

In molti hanno approvato e sottoscritto le parole del dj, altri hanno espresso il proprio disaccordo. Linus è stato contatto dal Corriere e ha spiegato il suo punto di vista, specificando che il suo non voleva essere un attacco:

Il mio non è un attacco alle discoteche, semmai una loro difesa, pensando anche ai gestori che sono stati lasciati a metà del guado: a un certo punto è stato detto loro ‘aprite’, ma buttandogli addosso tutte le responsabilità. Sono il primo a dire che non si deve vivere in uno stato di polizia o, comunque, con il terrore continuo ma era doveroso eliminare tutte le situazioni esageratamente affollabili

A fargli decidere di esprimere pubblicamente la propria opinione è stata, soprattutto, la scelta del Governo di chiudere le discoteche proprio il giorno dopo Ferragosto:

Mi è sembrata talmente ipocrita a livello di tempistica. Ho usato delle espressioni forti per dire che non ci voleva tanto, si poteva capire che saremmo arrivati a tutto questo. E resto convinto che quindi si poteva evitare

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