Jovanotti e la "fase due" della musica: "I concerti su Instagram? Mi prende un po' di avvilimento"

Jovanotti parla del futuro (post Covid-19) della musica dal vivo.

Come sarà la "fase due", post Covid-19, per la musica? Difficile dirlo adesso. Durante la video-conferenza stampa di presentazione del docu-trip Non voglio cambiare pianeta, disponibile su RaiPlay dal 24 aprile, Jovanotti ha detto la sua:

"Non farei molto affidamento sull'idea della musica attrverso i social, adesso è un'emergenza e quindi ci piace rimanere in contatto con la nostra comunità di riferimento fatta di cantanti e di persone . Ma se immagino il futuro della musica con concerti fatti con la chitarra acustica su Instagram devo dire che un po' di allivimento mi prende. Siamo in una fase di emergenza e siamo tutti disposti a passar sopra ai problemi tecnici. Ma la musica è nell'aria tra le persone, non tra te e le casse di un computer".

Lorenzo Cherubini è convinto che la musica del futuro sarà diversa:

"Quando usciremo da questa situazione sarà una sfida immaginare una nuova musica. Sono incuriosito da cosa porterà la fase quattro soprattutto, perché nella fase due non ci saranno i concerti e non ci saremo noi. I concerti ricominceranno quando si potrà ristabilire la possibilità di fare assembramenti. A me i concerti fatti nei drive in non mi consolano affatto. Per cui è tutto molto aperto, è tutto da costruire, ci sono tante questioni aperte. Capisco che la musica faccia parte del superfluo, ma è un superfluo necessario allo spirito e all'anima. Noi che ce ne occupiamo dbbiamo capire come riportarlo in vita anche con forme diverse. Ci saranno dei cambimenti anche nella forma, ne sono sicuro. Questa cosa ci sta toccando nel profondo come società e come individui".

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