Caterina Cropelli a Blogo: "Il mio primo album... al'epoca del Coronavirus"

Caterina Cropelli ha pubblicato il suo primo disco. Ecco l'intervista.

#LaMusicaNonSiDeveFermare neanche durante il Coronavirus. Lo pensa anche la cantautrice Caterina Cropelli, che il 27 marzo ha deciso di pubblicare il suo primo album. Nonostante tutto. L'album si intitola semplicemente Caterina e contiene dieci tracce. Non c'è (ancora) una versione fisica dell'album ("Ma ci stiamo organizzando per poterli spedire a casa", promette).

Caterina, com'è uscire con un disco in piena emergenza sanitaria?

"Di sicuro non me ne dimenticherò mai (sorride, ndr). Esisteva l'opzione di spostare l'uscita del disco ma credo che, ora più che mai, le persone abbiano il bisogno di spostare la testa dal bombardamento delle notizie. La musica è un buon rifugio".

Un album di debutto, dicevamo. Ce ne parli?

"Questo disco contiene un percorso di ricerca durato tre anni. Non scrivevo, prima di X Factor. Mi sono trovata a vivere delle cose e le ho semplicemente messe in musica. Sono cresciuta assieme a questo disco e lo ritengo un punto di partenza importante. Ogni canzone è una parte di questo viaggio".

Per te la scrittura è diventata un'esigenza?

"E' stata una scoperta, per me. Ho trovato un modo per sfogare o scrivere delle emozioni forti. E' come andare dal terapeuta. Ti obbliga a guardarti dentro, ma anche a osservare e ascoltare molto".

C'è un fil rouge che lega queste canzoni?

"Ogni traccia ha la sua storia. Queste canzoni sono come delle fotografie di alcuni momenti vissuti. Dentro ognuna c'è molto di me".

Abbondano anche le collaborazioni. Come sono nate?

"C'è un solo featuring, ma che per me è pazzesco: Anansi. Lui è troppo forte, c'è solo da imparare. I Bastard Sons Of Dionisio, invece, mi hanno aiutato nella realizzazione del disco: Jacopo, che è un mio amico, mi ha dato una mano a registrare le voci. Gli arrangiamenti sono stati realizzati dal maestro Clementi Ferrari".

Duemilacredici è l'ultimo singolo. Cosa rappresenta in un periodo come questo?

"Attraverso questo pezzo volevo raccontare il mio desiderio di riconnettermi con le persone attraverso i rapporti reali. Quando ho scritto questa canzone ero stufa dei social, che mi davano la sensazione di togliere del tempo alla vita vera. Vivevo le vite degli altri, invece di vivere davvero. Così mi sono costretta a non rimandare nulla".

Il videoclip della canzone è figlio dei tempi perché realizzato totalmente dentro le mura di casa.

"Quando ci siamo resi conto che non si poteva più realizzare il video a causa delle disposizioni governative, l'unica soluzione era realizzarlo a casa. Così ho piazzato una telecamera in salotto e ho girato questo video un po' demenziale. L'idea era quella di far ridere le persone, sempre con lo scopo di far evadere gli altri".

Cosa ti porti dietro dall'esperienza di X Factor?

"Sicuramente è stata un'esperienza positiva. Anche i lati negativi mi hanno fatto crescere. Ho vissuto settecento vite, dopo la partecipazione al talent. Vuol dire che la vita voleva farmi uno scossone. Per quello il disco si chiama Caterina, è come se mi chiamassi a rapporto".

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