Coronavirus, Concerto Primo Maggio 2020 “congelato” fino a metà aprile

Le dichiarazioni di Massimo Bonelli, amministratore delegato di iCompany e organizzatore del concerto.

L’emergenza sanitaria legata al COVID-19, ovviamente, rischia di avere ripercussioni anche sulla trentesima edizione del tradizionale Concertone del Primo Maggio a Roma, che si svolge ogni anno in piazza San Giovanni in Laterano, organizzato dai tre sindacati CGIL, CISL e UIL.

Massimo Bonelli, amministratore delegato di iCompany e organizzatore del concerto da 6 anni, con una serie di dichiarazioni pubblicate dall’Ansa, ha affermato che, per ora, il Concertone è “congelato” nel senso che i lavori si sono fermati allo scorso 5 marzo. In queste prime dichiarazioni, Bonelli ha dichiarato che il “punto di non ritorno” sarà a metà aprile:

Siamo fermi al 5 marzo, tutto congelato ma il Concertone è quasi tutto pronto. Manca giusto qualche limatura a nomi e cachet ma il cast c’è all’80%. La nostra deadline è metà aprile, fino ad allora abbiamo la possibilità di girare la prua della nave e portarla in porto, poi diventa impossibile.

Massimo Bonelli ha dichiarato che, allo studio, ci sono varie ipotesi, anche quella di organizzare un concerto esclusivamente televisivo. L’obiettivo, comunque, è quello di riuscire a dare risalto alla Festa del Lavoro di quest’anno, in un modo o nell’altro:

Stiamo lavorando a varie ipotesi ma dare per scontato che il 1° maggio sia tornato tutto a posto è un azzardo. Evento solo televisivo? Vedremo cosa fare, anche con la Rai, con gli sponsor, con la Sovrintendenza. Vorremo comunque dare risalto alla giornata, dare un valore a questo anniversario, soprattutto in un momento nel quale di lavoro e di sicurezza sul lavoro si deve parlare e molto. Abbiamo un piano A e un piano B, anche un piano C. La volontà di andare avanti c’è, lasciare ora lo considero un gesto vigliacco.

Anche Bonelli, con queste ultime dichiarazioni, si è soffermato sui danni economici causati dalla possibile cancellazione dell’evento e anche sulle ripercussioni che l’emergenza Coronavirus avrà sugli eventi live, una volta terminato questo periodo:

Sono incalcolabili, perché ogni rinvio, ogni annullamento non è gratis. Per il Primo Maggio, ad esempio, ci sono già stati investimenti sullo staff, sugli allestimenti, sulla comunicazione. Il settore è allo stremo e il sentimento più comune è l’angoscia. Quando usciremo da questa situazione, è probabile che dovremo inventarci un nuovo mondo e forse anche un nuovo modo di fruire gli spettacoli. Quando finirà la paura di stare insieme? Quando avremo voglia di stare fianco a fianco ad un concerto? Nel nostro settore la condivisione degli spazi è tutto. E se un domani non fosse più così?

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