Vasco Rossi ai politici: "Giù le mani dalle mie canzoni!"

Dopo il video in cui Gianluigi Paragone cita a pie' sospinto "C'è chi dice no", Vasco contrattacca.


"C’è chi dice no lo dico io: i politici devono mettere giù le mani dalle mie canzoni! Che imparino a usare parole originali loro e a non strumentalizzare la musica!! c’è chi usa le mie canzoni per le sue campagne politiche e di opinione.. voglio sia chiaro che io non autorizzo nessuno a farlo e per quello che mi è possibile cerco di impedirlo..! tanto meno si può pensare che io sia d‘accordo con le opinioni di chi usa le mia musica per chiarire le sue idee confuse!!"

 

Così Vasco Rossi tuona dalla sua pagina Facebook a poche ore da un video diffuso, sempre su FB, da Gianluigi Paragone già giornalista e ora anche deputato del Movimento 5 Stelle, in cui ha usato "C'è chi dice no" per contestare il Governo Conte Bis.

Non che Paragone sia nuovo all'uso della musica per commentare la politica: lo faceva in tv con La Gabbia e ora via social in veste di parlamentare 5 Stelle. Solo qualche giorno fa aveva usato un brano di Edoardo Bennato sempre per contestare l'alleanza del Movimento con il PD.

Non è raro che la discografia di Vasco sia usatadalla tv e dai talk politici (penso a "Buoni o Cattivi" usata da Giletti per i suoi programmi), ma questa volta al Blasco non è piaciuta 'l'appropriazione' e la 'lettura' del brano per diretti 'fini politici', diciamo così.

Non è mancata, peraltro, la risposta di Paragone all'ira di Vasco ed è arrivata sempre via FB:

"So che Vasco si è arrabbiato per la citazione. Ma come direbbe il Postino a Neruda: La Poesia non è di chi la scrive...."

ha scritto il deputato, linkando a un estratto Youtube de Il Postino di Massimo Troisi.

Il botta e risposta continuerà? E Vasco 'inibirirà' l'uso della sua musica anche come sigla/base di programmi politici in tv? Ho l'impressione che la questione non finisca qui...

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