Giò Sada: Gulliver è il suo nuovo disco anticipato dai singoli 100 vite e L'Essere Meccanico

In arrivo a breve il secondo disco della carriera di Giò Sada, intitolato Gulliver: ecco i primi dettagli sull'album anticipato dai singoli 100 vite e L'Essere meccanico.


Gulliver è il titolo del nuovo disco di Giò Sada, il vincitore di X Factor 2015, in uscita a breve.


L'album è stato anticipato dal singolo 100 vite, pubblicato lo scorso 5 marzo, con cui Giò Sada ha presentato il suo neonato progetto. Ecco con quali parole l'artista ha raccontato il suo nuovo disco:


Gulliver è una metafora del mio percorso artistico, grazie al quale nel corso di pochi anni ho attraversato mondi diversi e opposti.
È un nuovo inizio, in cui la regola è riportare la musica all’esperienza dell’ascolto, svincolandola dal legame con l’immagine, l’esteriorità, dal rapporto col pubblico attraverso il “personaggio” e non il contenuto, per ritornare a una dimensione più autentica, come esperienza di condivisione.


La musica è intensa, ad alto impatto emotivo, senza limiti di genere, che parte dalla semplicità di chitarra e voce per spingersi fino alla contaminazione con l’elettronica. I miei testi parlano di resilienza: la consapevolezza di non voler più rincorrere la realtà, rinunciando alla frenesia che la contemporaneità impone.



Fra i singoli contenuti in Gulliver, inoltre, troviamo anche L'Essere Meccanico, un brano che parla di amore: ma non quello, più scontato, tra due persone, bensì il grande sentimento che deve animare l'intera collettività per far sì che il mondo diventi per tutti e di tutti. Un obiettivo in cui la parte 'meccanica' ed egocentrica dell'io viene messa da parte per lasciar spazio a una comunità coesa e unita, in una sorta di danza collettiva.

Riguardo al pezzo, Giò Sada ha precisato:


Mi auguro di non trasformarmi nell’essere meccanico, cioè colui che rischio di diventare se spengo tutto quello che sento, se penso vigliaccamente solo al mio orticello. L’essere meccanico: colui che ti fa rinunciare a tutti i tuoi sogni per rispettare quello che ti hanno imposto di essere, come se fosse una regola aderire all’idea che gli altri “esseri meccanici” hanno di te. L’essere meccanico è sempre più bravo a muovere il mio corpo e a prendere decisioni al posto mio. E io, credendo di scegliere liberamente, ci casco sempre. Allora cerco di limare la mia ambizione personale, che nulla produrrebbe se non l’ennesimo stronzo che dimostra a tutti quello che ha ottenuto, pavoneggiandosi cafonamente, sfruttando l’invidia come calamita per potersi arricchire e prosperare, come una piovra. Vorrei quindi, e canto per questo, che l’ambizione di un mondo equo diventasse collettiva, con uno slancio che ci permetta di unire gli intenti verso la matrice di un vero cambiamento - che solo insieme possiamo rendere vero e tangibile.  La vera illusione è che tutto resti com’è. Non lo è invece la certezza che tutto possa cambiare, in meglio, grazie a te”.

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