Achille Lauro: "Il Core Festival un traguardo, ora sogno gli stadi"

Ospite del Core Festival Aperol Spritz di Treviso, ieri sera, è stato proprio Achille Lauro il vero showman della serata, con centinaia di fan arrivati da tutta Italia per lui. L'abbiamo intervistato in diretta dal Core, ed ecco cosa ci ha raccontato.

Un esponenziale successo al Festival di Sanremo, poi una carriera tutta in salita. Così potremmo descrivere gli ultimi mesi di Achille Lauro, che dopo aver partecipato con la canzone Rolls Royce all'ultimo festival della canzone italiana, ha iniziato pian piano a trasformarsi nell'idolo di tanti, tantissimi, che fino a poco prima magari non lo conoscevano, o che ancora non lo conoscevano così bene.

Dopo aver calcato oltre 100 palchi soltanto di recente, Achille Lauro ieri sera è approdato a Treviso, in occasione del Core Festival Aperol Sprtiz, il primo boutique festival della musica italiana nato da Home in collaborazione con Aperol. Per lui, centinaia di fan scatenati sotto il palco, tutti perfettamente in target con la sua carriera, il suo stile e il suo genere, e tutti appassionatissimi delle sue canzoni.

I giovani che hanno assistito al concerto di Achille ieri sera, infatti, conoscevano ogni parola di ogni canzone che Lauro ha portato sul palco, e anche per questo erano fan veri. Per oltre un'ora di puro spettacolo in quanto tale, di buona musica anche grazie a dei musicisti più che preparati a chitarre, basso e batteria, e di musica 'diversa' - che "non è solo rap", spiega Achille, "ma è molto molto di più", Achille Lauro, ieri sera, è stato il vero protagonista della seconda serata di Core.

L'abbiamo intervistato, e questo è quello che ci ha raccontato.

 

Anzitutto, che emozione si prova all'idea di salire sul palco del Core Festival?

Abbiamo fatto tantissime date di recente, oltre un centinaio a voler esser sinceri. E solo nel 2019 abbiamo calcato diversi palchi molto importanti, come quello dell'Ariston a Sanremo, quello del Concertone del Primo Maggio, o ancora l'Arena di Verona. Per noi più che altro è un vero e proprio traguardo essere qui. Anche per questo non vediamo l'ora di esibirci.

Grazie al successo che hai ottenuto in occasione del Festival di Sanremo hai iniziato ad incrementare il tuo pubblico e ad attirare l'attenzione anche di chi prima forse non ti conosceva. Ti aspettavi di raggiungere l'apice del successo con un percorso di questo tipo?
Personalmente credo che il goal di Sanremo mi sia servito molto soprattutto per farmi conoscere da gente più grande. Quindi, per me, la cosa importante non sono stati tanto i numeri sui social e gli streaming, che appartengono ad una fascia di ascoltatori di un certo target limitato. Credo si tratti di una questione di profilo, quella di cui parliamo. Fortunatamente dopo Sanremo tutti hanno capito che non siamo solo dei rapper. In quel che facciamo c'è qualcosa di più.

Il resto dell'intervista potete scoprirla voi stessi visualizzando il video in testa.

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