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Live Club di Trezzo: si festeggiano i 20 anni di attività

Con una grande festa Sabato 30 Settembre, il locale di Trezzo festeggia 20 anni di carriera: con una intervista, il direttore generale ripercorre le tappe dello sviluppo

Non sono molti in Italia i locali che, nonostante la situazione di crisi e difficoltà degli ultimi anni, hanno saputo crescere e trasformarsi in uno spazio culturale, evolversi non solo come luoghi di divertimento ma come spazi pubblici in territori dove mancano punti di riferimento per gli artisti, ma allo stesso tempo locali dove il pubblico si sente a casa, è di casa.
È il caso del Live Club di Trezzo d’Adda che con la nuova stagione 2017 festeggia vent’anni di attività. Un traguardo importante soprattutto se si considera che in questi ultimi due decenni abbiamo visto sparire locali storici per la musica dal vivo a Milano. Il Live Club ha saputo mantenere viva un’atmosfera da vero club, rimanendo un luogo dove si fa musica, anche la più alternativa come il death metal, punk o reggae, capace di sostenere la crescita della musica hip hop italiana, di credere in artisti locali o alternativi, e di comunicare al pubblico non solo come contenitore di eventi ma mantenendo una sua identità.

Sembra lontano il 1997 anno in cui il Live Club nasceva a Trezzo sull’Adda affacciandosi nella realtà brianzola senza rendersi conto che sarebbe diventato un vero e proprio riferimento per la stampa e gli addetti al settore, una sorta di tempio sacro per la musica dal vivo in Italia, ma non solo, molti sono stati anche gli avventori internazionali negli ultimi anni.
Soprattutto dopo il trasferimento nella nuova sede, avvenuto nel 2007, quindi esattamente a metà del suo percorso di crescita. Una struttura progettata per essere a tutti gli effetti un club dedicato alla musica dal vivo, dove lavora un team di professionisti cresciuti nel tempo insieme ad essa, gestendo gli aspetti burocratici così come quelli artistici e creativi che ruotano intorno alle produzioni. Una struttura sostenuta da un’imprenditoria fortemente umana, etica, e per molti versi allineata agli standard europei. Basti pensare al fatto che il Live Club si alimenta interamente grazie ai pannelli solari posizionati sul tetto, e che è stato uno dei primi locali a prediligere un sistema di ticketing elettronico. Tutto questo mantenendo comunque saldo il legame con il territorio, lavorando con Enti e realtà associative e ponendo un’attenzione particolare ai progetti sociali e culturali.

Sabato 30 Settembre si terrà una festa in compagnia delle band storiche
che hanno vissuto e calcato il palco del Live Club: Ministri, Punkreas, Shandon, Derozer, Matrioska e molti altri ospiti; in consolle i Planet Funk, Vito War, e i dj storici del Live Club Frost e Juri. L’ingresso è a sottoscrizione (con offerta minima di 5 euro), e l’intero ricavato verrà utilizzato per organizzare nella città di Trezzo corsi di formazione dove la protagonista sarà la musica, con iscrizioni gratuite per ragazzi in difficoltà.

Per chi fosse curioso riguardo la storia e l’attività del Live Club, ecco una intervista con Fulvio De Rosa, il direttore generale.

Qual è il senso di fare una festa del ventennale ?
Celebrare un percorso, quello del Live Club, iniziato 20 anni fa un po’ per caso – come spesso accade per questo tipo di realtà storiche – tra amici con la stessa passione (quella per la musica), non pensando che poi quel progetto si sarebbe trasformato nel lavoro della nostra vita e ci avrebbe portato a creare un locale diventato una realtà di tale importanza e proporzioni come è oggi il Live Club di Trezzo sull’Adda.

Quali sono le peculiarità e i punti di forza del Live Club sul territorio metropolitano e sulla provincia ?
La proposta musicale fin dagli esordi sempre variegata, molto popolare, con grande attenzione alla qualità degli artisti, mantenendo bassi i prezzi e curando molto i servizi collaterali ai concerti, sono state le caratteristiche principali che hanno permesso al Live Club il consolidamento come realtà importante per la musica dal vivo sul territorio. Tutto questo, nonostante il club di Trezzo sia posizionato in provincia e, soprattutto agli inizi, abbia dovuto convivere e rivaleggiare con colossi della musica dal vivo come il fu Rolling Stone e poi l’Alcatraz e oggi il Fabrique. Tutti super locali storici e centrali, pensando alla città di Milano, rispetto al Live Club.

Invece quali sono i 3 punti di forza, in generale e ad oggi, nel 2017, del Live Club ?
1) Innanzitutto il palco e la dotazione tecnica e strumentale che ha permesso al Live Club di ospitare grandi produzioni italiane e internazionali. Per fare un esempio, in Italia, è uno dei locali che offre un palco, una zona camerini e una dotazione che a volte vengono usati dagli artisti per fare le prove degli allestimenti dei tour estivi, avendo caratteristiche idonee anche per questo. Anche l’acustica perfetta è una delle caratteristiche da sempre riconosciute al Live Club e l’ottima visuale del palco rispetto a ogni posizione all’interno della struttura.
2) la posizione vicino a un’ arteria importante dell’autostrada Milano-Venezia e la presenza di un ampio e riservato parcheggio, rende il Live Club facilmente raggiungibile e di comodo accesso con la propria vettura, peculiarità quest’ultima non proprio scontata altrove o in città.
3) Infine il Live Club è sempre stato sì un’impresa, un’azienda, ma soprattutto una grande famiglia, avendo collaboratori interni che seguono il progetto fin dall’inizio e uno staff (dalla security, ai tecnici, ai baristi) consolidato e rodato da anni capace di condividere la filosofia del Live Club come luogo di spettacolo e divertimento oltre che di lavoro, con definiti valori sociali che i fondatori cercano di infondere anche nella programmazione, nella comunicazione e nella scelta di sostenere determinate iniziative, in sostanza una sorta di binomio lavoro-benessere.

Parlaci dell’investimento che avete fatto sul Live Club
Fin dagli esordi – dopo aver superato l’avventura del vecchio Live nato come circolo con tessera associativa e aver capito che il progetto aveva le potenzialità per crescere – i fondatori hanno sempre pensato alla loro “creatura” a lungo termine; tutta la gestione è costruita su questa visione, a partire dalla vera e propria edificazione del club (nato da zero su un’ area urbana) con parametri che venissero incontro alle esigenze dei fondatori e a quelle dell’Amministrazione con cui il Live ha da sempre collaborato attraverso convenzioni e progetti, fino ad una vera e propria vocazione. Tra le dotazioni fortemente volute in sede di costruzione del club ricordiamo un ristorante interno sempre in funzione con la balconata che permette un’eccellente visuale sul palco e il tetto del locale ricoperto da pannelli solari che forniscono energia a tutto il locale.

Come si è sviluppato il rapporto con il Comune, in un momento storico in cui le Istituzioni non aiutano, tagliando fondi all’arte e alla cultura e chiudendo – lo vediamo a Milano ma un po’ ovunque – spazi per la socialità e l’aggregazione giovanile?
Il percorso è iniziato e si è sviluppato quando si sono alternate delle Amministrazioni che apprezzavano il lavoro e il nostro progetto. E siamo un bel esempio per una realtà provinciale come Trezzo, una sorta di paese-dormitorio, snodo di passaggio per i pendolari che vi transitano per raggiungere Milano e Bergamo, molto trafficata di giorno e molto desolata la sera. Il fatto che si incominciasse a parlare di Trezzo anche come polo per la cultura e il divertimento è piaciuto molto all’Amministrazione che ci ha aiutato persino nel trovare una sede alternativa al Live (quella attuale).

Ci racconti un aneddoto di quegli anni e della crescita del club?
Nel primo periodo dalla nascita del club si è passati da una breve parentesi in cui venivano ospitate cover band a un’apertura e sperimentazione verso band inedite e il Live fu teatro del concerto di Elisa, prima data del tour dopo la vittoria a Sanremo. Fu un successo anche di credibilità. Elisa e altri concerti di gruppi indipendenti ma quotati (Giuliano Palma per esempio) avevano portato noi titolari a far fronte a una situazione di collasso dal punto di vista della viabilità e dell’affluenza a cui non eravamo abituati. L’Amministrazione fortunatamente reagì positivamente, con una visione molto europea diciamo, e aprì un dialogo e un confronto con noi per ovviare al problema, arrivando a individuare un nuovo terreno e concedendo il diritto di superficie, in cambio del nostro impegno a realizzare un ulteriore immobile – oltre allo spazio del Live – che di fatto è un’ala dello stesso gestita da un centro di aggregazione giovanile, uno spazio pubblico con sale prove e polifunzionali dove si sono alternate associazioni e corsi: uno spazio restituito alla città con funzioni sociali.

Il ricavato della festa del ventennale andrà in beneficienza?
In passato abbiamo utilizzato delle formule di beneficienza coinvolgendo direttamente i servizi sociali e destinando i fondi ad attività che questi ultimi decidevano in base a priorità ed emergenze. Stavolta i fondatori hanno scelto un utilizzo specifico dei proventi che andranno a finanziare corsi di formazione dove la protagonista sarà la musica (canto, chitarra, pianoforte etc) e corsi per fonici e tecnici del suono.

Quali sono in concerti che più ti sono rimasti impressi?
Oltre al già citato concerto di Elisa, direi i 99 Posse nel “vecchio” club dove furono una vera e debordante potenza: le pareti, i soffitti, le colonne tremavano dall’impatto sonoro e dal movimento delle persone! E poi citerei sicuramente l’esperienza del primo festival di MetalItalia che ci ha permesso di “saggiare” le nostre credenziali, riuscendo a realizzare un vero e proprio happening musicale di più giorni. E poi il secret show di MySpace quando J-Ax ha voluto il nostro spazio anche se eravamo ancora con i lavori in corso!

E le competenze che avete maturato? qual è il percorso professionale del Live oggi?
Siamo cresciuti, abbiamo concepito la presenza di uffici all’interno del club, abbiamo messo a frutto le nostre competenze e con Shining Production, società che abbiamo creato per la gestione e l’organizzazione di eventi esterni al live, siamo usciti dalle nostre mura di “casa”. E così, negli anni, abbiamo lavorato, proprio grazie al percorso professionale che tutti abbiamo sviluppato in questi venti anni, a eventi di livello internazionale e produzioni importanti come il Capodanno di Milano e di Torino, ad esempio; e poi in giro, tra Italia e Svizzera, Shining festeggia a sua volta il suo compleanno numero quindici, per cui ecco, è bello pensare che festeggiamo sì le società ma anche il nostro lavoro, la nostre figure professionali che sono diventate importanti referenti per il settore della cultura e della musica in Italia.

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