Michael Jackson, un amico del cantante rivela: “Mi aveva consegnato 13 lettere in cui diceva che stavano cercando di ucciderlo”

La morte di Michael Jackson continua ad essere al centro di diverse teorie: ecco le parole di un amico del cantante.

Michael Jacobshagen era un amico di Michael Jackson che, nelle scorse ore, ha rotto il silenzio, rivelando un antefatto che, ad oggi, era rimasto ancora oscuro. L’uomo ha spiegato di aver voluto raccontare questo episodio del passato per supportare la teoria di Paris Jackson, convinta che il padre sia stato assassinato:

“Perché è ovvio. Tutti gli indizi portano a questo. Suona come una teoria della cospirazione e come un mucchio di str0nzate ma tutti i fan e tutti in famiglia lo sanno. E’ stata una messa in scena”

Jacobshagen, amico del cantante da una ventina d’anni, ha rivelato di aver ricevuto, dalla popstar, 13 lettere nelle quali confessava apertamente i suoi timori più grandi come “Stanno cercando di uccidermi” e “sono preoccupato per la mia vita”.

“Era in confusione emotiva, diceva che lo avrebbero ucciso”.

Jacobshagen era in Germania quando Jackson lo chiamò, chiedendogli di volare a LA dove passarono tre giorni insieme. In quell’occasione Jackson consegnò le lettere all’amico. Non si sa chi siano “loro”, indicati nelle missive, ma, secondo quanto dichiarato dall’uomo, nelle lettere vengono citati i promotori della AEG che stavano organizzando la residenza inglese di Jackson per il tour previsto prima della sua scomparsa..

AEG. Mi fanno molta pressione… sono preoccupato per la mia vita.

Certo è da capire il senso delle parole (nel caso fossero davvero quelle) e quanto la paura possa essere relativa ad altro o semplicemente alla pressione lavorativa legata ai concerti in vista.

La causa della morte di Jackson è stato un sovradosaggio del Propofol sedativo: il suo medico, Conrad Murray è stato condannato a due anni di carcere dopo essere stato dichiarato colpevole di omicidio involontario.

Via | Indipendent