Dani Faiv, Sorrisi Di Plastica: testo e video

Il rapper di La Spezia debutta in Machete con questo brano, anteprima di The Waiter, il disco in uscita il 19 Maggio

Sorrisi di plastica è il primo singolo estratto da The Waiter, l’album di Dani Faiv, in uscita venerdì 19 Maggio per Machete Empire Records con distribuzione Sony Music.
Il rapper classe ‘93 nato a La Spezia, grazie alla pubblicazione di vari freestyle e due lavori autoprodotti (entrambi usciti nel 2016), ha attirato molte attenzioni tra cui quelle di Jack The Smoker, che lo ha conosciuto di persona e ha deciso di mettere in campo tutta la sua esperienza di rapper, producer e fonico di studio per tirare fuori il meglio da questo talento, diventando direttore artistico del disco e lavorando minuziosamente, per vari mesi, per dare forma ai brani. In seguito, gli altri membri di Machete, crew di appartenenza dell’artista milanese, e in particolare il direttore artistico di Machete Empire Records, Dj Slait, colpiti da Dani Faiv e dal frutto della sua collaborazione con Jack The Smoker, hanno voluto lo spezzino nel roster dell’etichetta. Nella foto qui in alto, scattata da Roberto Graziano Moro, potete vederlo mentre indossa la “divisa” Machete.

Il video di Sorrisi di Plastica (che potete vedere su YouTube cliccando qui) riprende il concept dell’album: lo spunto di partenza del disco, infatti, è la lotta interna tra il Dani Faiv cameriere (da cui il titolo, The Waiter) e il Dani Faiv rapper. Trasferitosi a Milano, per mantenersi, Dani Faiv, ha lavorato in qualche ristorante ma a un certo punto si è detto “o faccio il cameriere o faccio il rapper”. E in questo video Dani Faiv cerca proprio di spezzare in tutti modi la routine del cameriere.

Dani Faiv, Sorrisi Di Plastica – testo completo

Dani Faiv come Bugs
Dai passami la carota
Ai giorni d’oggi crederei più a K-PAX
Vita da copilota
Non mi cagano, non fanno le fan art
Hanno il veleno, cobra
Frà se vuoi capire il gergo devi dire gra
Chiedilo ad ogni brotha
Bro, mi vogliono nel coro ma sono nato solo
Quando giro fatto incanto tipo flauto
A volte mi consolo perché ho un lavoro
Una merda, ma meglio che sentirsi Rambo
Scusa se applaudo
Ma sei una mosca nella mano
Senza mosca quell’amaro
E vado Mosca in aereoplano
Le coscienze sono zoccole
Ti prendono alle costole
Come il pogo a un concerto dei Motorhead
Il diavolo è un coroner
Non ricordo più i numeri che digitai
E mi dici vai
Se la schiena duole, sotto casa c’ho le thai
Non le cerco online
Se mi senti ok
Se non senti dai un chiamo
E non vedo, Ray
Volo Emirates, scappiamo
In niente lo senti se ha un paio di tacchi
Puoi guadagnarci ma è come una donna
Dipende da come la tratti

All’inizio fantastica
Poi la fine più classica
Sorrisi di plastica
Plastica, plastica, plastica, plastica

Se la piantate diventate colti
Mi tengo qualcosa non ti do tutti i torti
Mentre guardavi i talk show
Io sollevavo Big Show
Ti prepariamo, Jigsaw
Per fare in live un big show
Se sei pronto Django
Quando preghi per la pioggia tieni in conto il fango
Perché ogni mossa è uno sbaglio
Voglio gente forte, tipo ciò che indosso è un dettaglio
Vado a Lefkada chiamo al cell Adam
Su cento rime una sensata
Ma io non parlo
Pazzi per la gadro, assassini
La mia donna easy, passa spini
Niente odio, un podio, pari da domani basta primi
Se, da domani dieta, basta primi
Pacifico, sono l’isola di Kirrin
Mi scalano il roll, poco presente
Lavori troppo, perdi il presente
Esce la bestia di Bodmin
Sono stato così dentro
Che non riuscivo a guardare più avanti
Coi miei che c’ho la presa, devo fare i contanti
Già sai, quale Gangnam Style
Mi alleno, sono Pál Dárdai

All’inizio fantastica
Poi la fine più classica
Sorrisi di plastica
Plastica, plastica, plastica, plastica
Plastica, plastica, plastica, plastica