Ghost, Papa Emeritus: “I Ghost non sono mai stati concepiti come una band”

Il cantante da sempre ha composto tutta la musica della band, e ai musicisti turnisti avrebbe dovuto sempre insegnare come suonare secondo il suo stile

Uno dei vantaggi di essere un Papa, è che si possono anche fare profezie: in mezzo alla bufera scatenata intorno ai Ghost, con gli ex musicisti della band che hanno denunciato il cantante, ora salta fuori una intervista a Radio Metal, pubblicata due settimane prima della denuncia degli ex Nameless Ghouls, in cui Papa Emeritus spiegava già le sue motivazioni e quasi prevedeva il futuro. L’intervista, in francese, si intitolava “I Ghost marciano verso l’Olimpo”, ma la frase-chiave fra le tante dichiarazioni è “I Ghost non sono mai stati concepiti come una band”.
Papa Emeritus III spiega di come, fun dall’inizio, egli abbia visto i Ghost come “il suo progetto”, portato avanti inizialmente addirittura da solo, e aiutato poi da svariati turnisti che si sono avvicendati nel corso degli anni.

Ecco alcune delle sue dichiarazioni.

“I Ghost non sono mai stati concepiti come una band; siamo sempre stati una band alla Bathory, dove i musicisti che suonano dal vivo non erano necessariamente gli stessi che suonavano durante le registrazioni degli album. Ad esempio, su “Opus” e “Meliora” c’è stato un batterista che non ha mai suonato dal vivo.
‘Opus Eponymous’, il primo disco, è stato registrato tutto da me, con solo l’aiuto di un batterista turnista. Con quel disco ho fissato il suono dei Ghost: voglio che suoni così, deve suonare così, lo compongo così.
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Nel corso degli anni si sono alternati molti musicisti sotto le maschere dei Nameless Ghouls, e ad ognuno di essi ho dovuto insegnare come voglio che suonino. Non è stato facile, ricominciare da capo con ognuno. Ma al contempo, è un processo di semplificazione: arrivano questi musicisti bravissimi, ma io devo insegnar loro a suonare in maniera semplificata. Il motivo? Io sono un batterista accettabile, un bassista accettabile, un tastierista accettabile, e sono un chitarrista piuttosto bravo. E loro, per quanto siano più bravi di me, devono suonare come io ho suonato su disco, perchè è quello il suono dei Ghost. Non voglio complicare le cose. Il mio modo di suonare ha plasmato la musica dei Ghost, e così deve essere. Loro mi dicono “ma così è troppo facile”, e io rispondo che è proprio quello il punto.
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I Ghost non si sono mai costituiti come band e la prima lineup si è formata dopo che il primo album era già stato registrato. Ed era solo una lineup live. Questa lineup è cambiata diverse volte. Se ci hai seguiti da quando abbiamo iniziato a suonare del vivo, nell’Ottobre del 2010, avrai notato che ci sono stati molti cambiamenti nel corso degli anni. Ed, ad esempio, nessuna delle persone che era in formazione a Novembre dell’anno scorso aveva suonato su Opus Eponymous.
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Suonare mascherati ha aiutato a tenere nascosti questi cambiamenti, evitando di confondere troppo i fan, ma chi ci segue da tempo capiva sempre molto velocemente quando c’era un nuovo Ghoul, e ne discutevano su internet. Le maschere hanno evitato che i cambiamenti diventassero una gara a smerdarsi in pubblico. La tua identità era segreta, e quindi era poi inutile andarne a parlare una volta uscito dalla band.
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Penso che sia stato un errore non fare pressione sui Nameless Ghouls per mantenere segreta la propria identità. Diciamo che non c’era una vera e propria clausola nel contratto in merito, perché pensavo che fosse parte dell’accordo. Ma non è stato così. Quindi non c’era alcun divieto di nascondersi o rivelare la propria identità. Ora Martin ha deciso di rivelare la sua identità, è una cosa che mi aspettavo da lui, in effetti. La sua scelta toglie, ovviamente, un po’ del mistero che c’era attorno a lui, ma va bene, è ok”.

Alla fine, purtoppo, è arrivata la denuncia degli ex-Nameless Ghouls (tranne proprio Martin Persner), e con questa anche una “gara a smerdarsi in pubblico”. Gara condotta solo dai musicisti, però, perchè al momento Papa Emeritus non ha mai risposto alle accuse rivoltegli. Queste parole, questa intervista, erano state rilasciate in “tempi non sospetti” (o perlomeno, quando il Papa iniziava a sospettare qualche sgambetto, e ha deciso di giocare d’anticipo).