Kyle Gass a Blogo: “Adoro far colare il mio sudore sulle prime file ai concerti”

Kyle Gass ed il suo “gregge rumoroso” stanno per arrivare in Italia: in una intervista esclusiva scopriamo cosa possiamo aspettarci ai due concerti a Milano e Pinarella.

Kyle Gass, lo saprete tutti, è “l’altra metà del cielo” dei Tenacious D. Questa introduzione è una sorta di standard per qualsiasi articolo che tratti di Kyle, che ha la fortuna di condividere il palco con Jack Black nei Tenacious D, ma che al contempo per molte persone sembra perennemente associato a Jack.
Ma Jack Black è un attore molto impegnato, mentre Kyle ha il rock nelle vene, e quindi deve tenersi impegnato musicalmente anche mentre i Tenacious D sono inattivi. Ecco quindi che è nata la “Kyle Gass Band”, che porta il suo nome perchè la sua band precedente si chiamava Trainwreck e in tutte le locandine dei concerti c’era scritto “con la partecipazione di Kyle Gass dei Tenacious D”, e ha voluto tagliare un passaggio: ora la “Kyle Gass Band” ha il sottotitolo “con il chitarrista dei Tenacious D”. Meno nomi sulla locandina, meno confusione.

Abbiamo già parlato troppo dei Tenacious D: è ora di puntare l’attenzione sulla Kyle Gass Band, che dopo aver pubblicato il secondo disco (Thundering Herd) è pronta per conquistare l’Europa – sono previsti anche due concerti in Italia in Aprile, a Milano il 23 e a Pinarella di Cervia il 24.
Abbiamo contattato Kyle pochi giorni prima dell’inizio del tour, per sentire cosa aspettarci dal suo “gregge rumoroso”.
Attenzione: per leggere l’intervista, e le sue risposte, serve settare il proprio senso dell’umorismo su “elevato”.

Come va Kyle, come stai trascorrendo questi giorni prima di tornare in Europa con la Kyle Gass Band?

“In questi giorni sono in studio di registrazione per incidere nuovi pezzi per un mio side project, con una cantante che ho scoperto da poco e che si chiama Tara Weisner. Oltre a quello, ogni tanto faccio delle prove con il mio gruppo, per essere sicuro che quando torneremo a breve in Europa, il livello di rock and roll sia molto elevato.”

Questo tour europeo vi porterà su palchi non esattamente enormi, ed il titolo del disco è “Il gregge rumoroso”. Riuscirete a far stare su un palco piccolo tutta la band, e anche i lama e i bufali che avete messo in copertina?

“Sì, ci sarà un piccolo recinto per i nostri animali, sarà un’esperienza intensa anche sul tourbus, il profumo sarà molto rock and roll.
Ma ok, anche quando ci siamo solo noi umani sul palco, finchè c’è posto per i nostri strumenti, non abbiamo bisogno di altro.”

Non ti mancano, però, tutti gli attrezzi di scena che puoi usare con i Tenacious D? Tipo fenici falliche che si gonfiano sul palco, Sasquatch che arrivano ballando…

“Chiaramente mi piacciono tutti i giocattoloni dei Ten D, ma adoro anche suonare nei posti più spartani e con il minimo equipaggiamento indispensabile, facendo colare il mio sudore sulle prime file. E’ questa l’anima del rock and roll!”

I testi delle vostre canzoni sono fondamentali – come ti spieghi l’enorme successo di cui gode la Kyle Gass Band (ma anche i Tenacious D, ok) in nazione che non parlano bene l’inglese?

“Guarda, ai concerti penso anche anche chi parli bene l’inglese, se non conosce le nostre canzoni, non riesce a seguire i testi dei brani. Credo che sia la forza delle canzoni ad attrarre la gente, prima di tutto. Poi se riusciamo a far ridere chi ci ascolta, tanto meglio. Ma i nostri concerti non sono una serata di cabaret, non parliamo piano per ore e ore, ma imbracciamo gli strumenti e picchiamo duro, perchè vogliamo che la gente muova le chiappe, prima ancora che rida.”

Quindi non ti offenderai se qui in Italia molte persone non canteranno a squarciagola le canzoni di Thundering Herd, ma si limiteranno ad un coro di “Mmm-MMmmm-MMM”?

“AHAHA no, lo adorerò se lo farete! Anzi è pure meglio, se farete così!”

Parliamo dei due concerti Italiani: con la Kyle Gass Band non sei mai passato dalle nostre parti, ma con i Tenacious D hai ottenuto successi strepitosi. Cosa ti aspetti da questi concerti di Milano e Pinarella?

“Dall’Italia siamo sempre stati trattati benissimo, con enorme calore! Ricordo che la prima volta che i Tenacious D hanno suonato a Milano, si trattava di un posto molto grande, ed il promoter ci aveva detto che fino ad un mese prima del concerto le vendite erano ok, ma non esaltanti. Poi non so cosa è successo, ma tutti hanno iniziato a comprare biglietti e alla fine è andato soldout e quello è stato uno dei concerti più affollati che abbiamo mai suonato come headliner, ce lo ricordiamo ancora adesso! Sono stati tutti molto carini con noi, mi piace l’Italia, e adesso potremo conoscerci ancora più intimamente, in questi club-show.”

Dici spesso che gli altri componenti della Kyle Gass Band sono musicisti migliori di te, eppure dici anche senza mezzi termini che sei un dio della chitarra. Come si conciliano le due cose?

“Semplicemente, loro si esercitano molto più di me e sono molto più disciplinati. Io baso tutto sulla mia perfezione innata, ma l’eccessivo consumo di marjuana quando ero giovane limita un po’ il mio talento. Ma per dirla tutta, è un complimento doppio per i ragazzi della band: se suonano meglio di me, che già sono un dio della chitarra e del flauto, vuol dire che sono veramente veramente bravi, e vale la pena venire a sentirli dal vivo!”

Ecco, parliamo della tua passione per il flauto, che ancora adesso riesci a suonare anche durante i concerti rock…

“E’ proprio perchè voglio fregiarmi del titolo di “miglior suonatore di qualcosa nella band”: sono il secondo-miglior chitarrista, ma a livello di flauto non c’è nessun altro che lo suona come me! A dire il vero, non c’è nessun altro che lo suona, ma probabilmente è dovuto al fatto che sono tutti intimoriti da quanto io sia bravo, e non vogliono competere.
Escludendo il livello tecnico sugli strumenti, comunque, nella competizione interna alla band sono il più divertente ed il più famoso, e queste sono le cose che contano veramente, no? Quindi a loro lascio tutti gli onori di essere musicisti migliori di me, così si sentono meglio e non mollano la band.”

Secondo me hai anche un altro metodo, per tenerti vicini i tuoi compagni di band: in ogni disco ci sono interi brani dedicati a loro!

“Hai centrato il punto! Insomma che str0nzo saresti ad abbandonare una band che ha scritto una canzone proprio su di te, e che si impegna a suonarla dal vivo durante i tour?”

Oltre ad essere un dio della chitarra, sei anche un attore: che differenze ci sono, fra le due professioni?

“Per un film devi avere molta pazienza, ci sono tempi morti noisoissimi e devi prendere ordini da un sacco di gente. Suonare rock è molto più divertente e immediato, e hai molto più controllo su quel che stai facendo.”

Non ci sono, però, tempi morti anche in tour? Due ore di eccitazione per il concerto, e poi un lungo viaggio, il soundcheck…

“No, sinceramente io vivo il tour come una vacanza velocizzata: visito molti posti e molte nazioni in un tempo brevissimo, e mi godo il paesaggio mentre viaggiamo con il bus, e dopo il soundcheck mi faccio un giro in città, e se viaggiamo quando è buio, mi metto in pari con le mie letture. Davvero non capisco chi si lamenta di quanto sia difficile stare in tour, per me è una gioia! E poi sì, ci sono le due ore di eccitazione massima mentre suoniamo.”

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