Levante, esce Nel caos di stanze stupefacenti – Tutte le dichiarazioni della conferenza

Levante racconta il suo nuovo album, tutte le dichiarazioni della conferenza stampa.

“E’ un grande piacere presentare il terzo album di Claudia, siamo convinti che sia il disco della consacrazione. E’ una delle uniche cantautrici in Italia che riesce a fare tanti paganti ai live, cito solo il sold out all’Alcatraz. Perché funziona sui social e finalmente funziona anche in radio. Carosello già qualche anno fa ha creduto nei cantautori (sostenendo che quella dei talent non fosse l’unica unica strada) e siamo felici che oggi tutti i media si stiano accorgendo della presenza di nuova musica. Lei è una delle rappresentanti più belle del nuovo pop italiano”, così Dario Giovannini di Carosello Records ha presentato alla stampa l’album Nel caos di stanze stupefacenti di Levante, in uscita venerdì 7 aprile. Un album maturo e intenso, composto da dodici tracce.

I concetti espressi durante la conferenza sono tanti ed interessanti. Ve li riportiamo di seguito.

Perché questo titolo?

“Le stanze sono le dodici storie che racconto. E’ un disco molto rumoroso perché avevo necessità di raccontare questo caos che in realtà nasce da un profondo silenzio in cui mi sono ritrovata nell’ultimo anno e che ho voluto raccontare. Il silenzio, però, fa tanto rumore e da qui le stanze stupefacenti. La vita mi stupisce sempre e quindi ho voluto giocare con questo titolo pieno di contrastri”.

Non me ne frega niente nasce da una riflessione sui social.

“Sono totalmente ben inserita all’interno della rete e mi piace anche. Sono successe tante cose belle alla mia musica grazie a internet. Tempo fa ho criticto un modo sbagliato, e poco eduato, di utilizzare questo mezzo. Non credo ci sia questa grande differenza tra la realtà e la rete. La critica piccata, volgare, l’insulto non si trovano per strada perché si sa che non sarebbe giusto. La rete sembra concedere alle persone dei modi poco carini. Quando è successa la strage al Bataclan son rimasta molto schockata, era capitato durante un momento di gioia come la musica e l’intervento di molti mi ha deluso. Quindi ho fatto un post e si è scatenato un putifero, non volevo attirare a me tutte quelle attenzioni ed i commenti sono stati anche pesanti. Quel fatto mi ha portato a scrivere Non me ne frega niente: mi dissocio dalla maleducazione, non dai social”.

La copertina.

“La persona composta, vista nelle precedenti copertine, qui cade. Cade nello specchio. Si è rovesciata la poltrona e ci sono io con i vestiti essenziali. Qualcuno l’ha anche criticata negativamente e mi è dispiaciuto. Al di là dei commenti anacronistici, non avrei potuto indossare nient’altro che le mie mutande e la cannottiera perché mi sono messa a nudo nel disco. E poi c’è il blu, il mio colore preferito”.

Il duetto con Gazzè.

“E’ il mio padrino, c’è un bellissimo rapporto, a tratti paterno. E’ molto protettivo. Ho aperto i concerti del Sotto Casa Tour, lì mi ha concesso di poter parlare davanti a tante persone. Quando ho scritto qusto brano e ho pensato ad un possibile feat., è stata la prima persona a cui ho pensato. Anche perché il brano è fortemente ironico ed è perfetto per lui”.

L’attualità: Tiziana Cantone e la violenza sulle donne.

“Scrivo spesso dei miei amori, tristezze. Con Gesù Cristo Sono Io, senza grandi pretese, ho voluto raccontare la storia di chi vive violenze da parte dei propri compagni. Donne maltrattate che finiscono in situazioni tristi; nell’ultimo anno ci sono state questioni come quella di Tiziana ed altre storie. Ho preso spunto da fatti biblici per raccontare la situazione che vivono queste donne che non hanno il coraggio di esporsi: quando sei all’interno di situazioni del genere non è mai facile. Quando ami il tuo carnefici non è facile chiedere aiuto. Racconto di un Cristo, una donna, che credeva di essere una regina ma sulla testa ha solo tante spine”.

L’omosessualità.

“Un brano si intitola Santa Rosalia, pochi sanno che è una santa siciliana. Si dice che amasse un’altra donna. E’ un brano che parla dell’omosessualità e parla di una persona a me molto cara. L’ho dedicato a lei. E’ nata una filastrocca in maniera spontanea, come se l’omosessualità venisse spiegata ai bambini: ‘rosa o blu, dai un bacio a chi vuoi tu’”.

Sanremo?

“E’ un palco che continuo ad ambire, nonostante non si sia ancora aperta la porta per me. Sono cresciuta guardandolo. Certo, sogno Pippo. Sogno Pippo Baudo perché sono cresciuta con i suoi Festival e sarebbe bello potesse dire di me ‘L’ho inventata io’. Non smetterò di tentare di partecipare, anche se non sono brava a fare le gare. In caso, la prenderò in maniera leggera”.

Il duetto con Fedez e J-Ax.

“La collaborazione mi ha stupita molto. Arrivo da un percorso diverso dal loro. Hanno sviluppato i loro progetti musicali in maniera indipendente anche loro, però sono musicalmente molto distanti da me. Quando mi è arrivata la chiamata di Ax, che già aveva espresso il desiderio di collaborare, sono rimasta stupita e contenta. Ho potuto scegliere Assenzio tra altri brani, ho creduto che il messaggio fosse bello. Mi hanno dato la possibilità di parlare ai più, ho ancora un pubblico di nicchia rispetto al loro”.

Il mondo dei talent.

“Non arrivo dal mondo dei talent, sebbene nel 2010 fui contattata per fare X factor. Non giudico chi fa i talent, sono due strade diverse e comunque rischiose. Sia quella televisiva che quella dei pub vuoti. Spesso è anche scoraggiante. Ci vuole coraggio anche a fare la televisione. Io non avrei quel coraggio. Il rischio è di essere dimenticati, come è successo a molti che meritavano di più. Se hai una progettualità e sei pronto, allora sei stato intelligente. Il rischio è quando manca la progettualità e ti ritrovi senza riflettori, rischia di essere un salto nel buio”.

Il menefreghismo e la superficialità nei confronti della musica.

“Credo sia colpa della velocità. Io stessa ho fatto tre dischi in tre anni, è pericoloso ma nessuno si è stupito. Tutto sta correndo e chissà dove va. Quando le cose sono gratuite, c’è anche un modo superficiale di affrontarle. Ascolti una canzone, poi skippi, vai avanti e avanti ancora. Pochi si soffermano. Ricordo i miei primi dischi, li consumavo brano dopo brano per quattro mesi. Oggi, al di là della quantità con cui riceviamo la musica, non abbiamo neanche più il tempo per stare al passo con tutto. C’è tanta superficialità. Sono anche spaventata: la musica non si sta più vendendo, cosa ci inventeremo per campare di musica? Non so come si possa salvare questa situazione. Campiamo di live, non certo di vendite”.

Il paragone con Carmen Consoli.

“Il pagone con Carmen mi imbarazzo. Ritengo che Carmen sia ancora oggi una regina. Non mi sento all’altezza di un paragone del genere anche se mi onora. C’è da dire che siamo molto differenti. Lei è più introspettiva e meno chiara di me rispetto certi aspetti. Ci accomuna la sicilianità: è un modo di fare, parliamo lo stesso dialetto, siamo cresciute con determinate donne piene d’orgoglio e rabbia. Quindi comprendo l’accostamento ma non lo trovo vero”.

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Levante, esce Nel caos di stanze stupefacenti, Tracklist

1. Caos
2. 1996 La stagione del rumore
3. Io ti maledico
4. Non me ne frega niente
5. IO ero io
6. Gesù Cristo sono io
7. Diamante
8. Pezzo di me (feat. Max Gazzè)
9. Santa Rosalia
10. Le mie mille me
11. Sentivo le ali
12. Di Tua Bontà

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