Ligabue, Made in Italy Tour: live report concerto Eboli 27 febbraio 2017 (Foto, Scaletta)

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Bagno di folla per Ligabue nella prima delle due tappe a Eboli del suo Made in Italy Tour, che ha riempito il Palasele di un pubblico trasversale ma ugualmente entusiasta. Un unico coro fa vibrare il palazzetto all’ingresso del rocker di Correggio, che fa la sua apparizione con Ray Ban calati sugli occhi, chitarra imbracciata e falcata quasi da passerella, adatta a quella che ha fatto montare al centro del parterre e che serve, in diversi momenti dello show, a salutare i fans, battere high five, concedersi un rinfrancante bagno di folla. E i suoi adepti son tutti qui, dai teen-agers, ancora di là da venire quando Ligabue pubblicava Lambrusco & Popcorn, ai 40/50enni, che più facilmente possono identificarsi in Riko, l’alter ego di Luciano protagonista del concept album che dà il titolo al Tour e che occupa la prima parte dello show.
Quasi filologico, dunque, l’inizio, che segue quasi pedissequamente la tracklist dell’album con 11 dei 14 brani dell’album: tocca a La vita facile, Mi chiamano tutti Riko, È venerdì, non mi rompete i coglioni, Vittime e complici, G come giungla, Ho fatto in tempo ad avere un futuro, L’occhio del ciclone, Dottoressa, I miei quindici minuti, Made in Italy, Un’altra realtà raccontare le vicende di Riko.

Il potenziale narrativo di Ligabue si declina sul palco con una serie di immagini grafiche che scorrono sul grande ledwall ad alta definizione che fanno da contrappunto, talvolta didascalico talvolta evocativo, alle storie e alle atmosfere raccontate dalla sua musica. Nulla che resti particolarmente impresso nella memoria, nulla che esalti i brani eseguiti. E sembra del resto che si tratti solo di un ‘corollario’ rispetto allo specifico narrativo di questo Made in Italy, il pubblico. E’ la gente la grande protagonista della messainscena costruita dalla regia. I volti, i sorrisi, le emozioni dei ragazzi del pubblico esplodono sul megaschermo, inserite in uno storyboard studiato proprio per integrare i presenti nel racconto del Liga, che dal canto proprio interagisce con loro anche tramite social, li cerca continuamente nel corso dello spettacolo. Li racconta nei suoi testi (seguendoli dall’adolescenza all’età adulta), li porta idealmente sul palco con questo tour che anche visivamente si muove continuamente tra ‘palco e realtà’. E così Ligabue porta concretamente il suo racconto dell’Italia nel suo ‘giro d’Italia”.  Un’impronta molto diversa, a mio avviso, dalla costruzione visiva dello scorso tour, non a caso molto più ‘Ligacentrico’.

Insomma, pochi effetti ‘speciali’, utili per lo più a integrare i presenti nella ‘festa’ che si svolge sul palco, pochi fronzoli, poche parole, molta sostanza e tanta musica. Il gruppo sembra andare avanti col pilota automatico, si conosce a menadito e va dritto senza esitazioni, così come la scaletta, che si esaurisce in poco più di due ore procedendo come un treno, senza mai momenti di stanca. La seconda parte, del resto, dà il via al ‘vero’ concerto, quello atteso dai tanti che seguono Ligabue dai suoi esordi. Una selezione (solo così si può considerare una seconda parte che dà spazio a ‘soli’ 14 brani del suo sterminato repertorio) dei suoi successi che scaldano ulteriormente il pubblico e regala anche un momento “d’antan” come lo definisce lo stesso Ligabue, ovvero un intermezzo acustico per Non è tempo per noi e Lambrusco & Pop Corn. Il bis (che non è bis) è tutto per Certe Notti e Urlando contro il cielo, ma nonostante il calore del pubblico di Eboli, Ligabue non si lascia convincere a un’altra uscita fuori programma per uno qualsiasi dei suoi successi. Dal canto suo, Luciano sembra esibirsi col freno a mano tirato, soprattutto vocalmente: probabilmente il timore di una ‘ricaduta’ gli consiglia di non strafare, senza però sacrificare il potenziale della sua voce. D’altro canto è sempre attento a donarsi, con equilibrio, ai vari settori del palazzetto, avvicinandosi e salutando ogni area del Palasele, quasi a voler salutare idealmente ciascuno dei presenti. Il mestiere c’è e si vede. Ma questo non soffoca l’emozione. E quella che arriva dalla platea esalta quella che proviene dal palco.

Stasera, martedì 28 febbraio, si replica al PalaSele di Eboli. E una serata di musica fa sempre bene.

Ligabue | Made In Italy Tour | Scaletta Eboli 27 febbraio 2017

La vita facile
Mi chiamano tutti Riko
È venerdì, non mi rompete i coglioni
Vittime e complici
G come giungla
Ho fatto in tempo ad avere un futuro
L’occhio del ciclone
Dottoressa
I miei quindici minuti
Made in Italy
Un’altra realtà

 

Sulla mia strada
Bar Mario
L’Odore del Sesso
Questa è la mia vita
Leggero
Quella che non sei
Il meglio deve ancora venire
Non è tempo per noi
Lambrusco & pop corn
Piccola stella senza cielo
Balliamo sul mondo
Tra palco e realtà

Certe Notti
Urlando contro il cielo

FOTO | @Anni60Produzioni

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