Donald Trump, inaugurazione Presidenza: il concerto tra critiche e commenti

Il concerto per la Presidenza di Donald Trump, la reazione della critica e i commenti su Twitter.

Il concerto per l’inaugurazione della Presidenza di Donald Trump c’è stato. Finalmente. Nelle settimane scorse, infatti, sui giornali, i grandi nomi della musica internazionale scuotevano il capo e rifiutavano solennemente di esibirsi per l’inizio del nuovo corso presidenziale. Alla fine, lo staff è riuscito a trovare alcuni artisti pronti a cantare per Trump. Il paragone scontato con il concerto per Barack Obama evidenzia subito la grande differenza tra i nomi presenti: Tony Orlando, Jackie Evancho, Sam Moore, DJ Ravidrums, Lee Greenwood, 3 Doors Down
e Toby Keith. Nemmeno la band nota per le cover di Bruce Springsteen ha accettato di suonare.

Mentre Trump e la moglie Ivanka sono saliti sul palco sulle note della canzone dei Rolling Stones, Heart Of Stone (versione registrata in studio, da CD, per capirci), l’attore Jon Voight ha tenuto il discorso di apertura – parlando dell’anno e mezzo “estenuante” che il Presidente eletto ha subito sotto “un fuoco di fila di propaganda che ci ha lasciato tutti senza fiato senza poter sapere se Dio poteva invertire tutte le bugie negative contro Mr. Trump, il cui unico desiderio era quello di rendere grande l’America di nuovo”

“Lui non aveva certo bisogno di questo lavoro. E sì, Dio ha risposto a tutte le nostre preghiere”

I 3 Doors Down hanno eseguito quattro canzoni -‘The Broken’, ‘When I’m Gone,’Kryptonite’ e ‘Here Without You’- mentre Sam Moore ha eseguito ‘America The Beautiful’ e Toby Keith il classico ‘Made in America’.

La stampa estera ha bocciato il concerto evento -avendo anche davanti i precedenti per Obama- affiancata dalla reazione del web, impegnato a commentare e ironizzare sui movimenti di danza di Trump, la scarsa partecipazione rispetto al insediamento di Obama. Tutta la serata, infine, è stata tacciata come ‘noiosa’.

E Twitter si è scatenato.