Brunori Sas, A casa tutto bene: conferenza stampa in diretta

La conferenza di Brunori Sas per la presentazione del nuovo album.

  • 12.13

    Inizia la conferenza stampa.

  • 12.14

    Dario Brunori: “Il disco è nato in un periodo particolari, avevo appena finito uno spettacolo che parlava del cambio della forma giuridica della società. Era una specie di teatro-canzone, come Gaber ma peggio. Lì ho cominciato a trattare argomenti che solitamente non tratto nelle canzoni. Questo disco è oggettivamente meno ironico, l’ironia c’è con il contagoccie. Mi sono reso conto che avrei potuto anche essere serio su argomenti che mi creano amarezza o disillusione rispetto al mio concetto di umanità”.

  • 12.16

    Sono dodici brani. “La novità è che in questo disco tratto argomenti in maniera più immediata e spesso in forma di dialogo, senza l’espediente della storia. E’ stato difficile perché l’attualità è un terreno scivoloso. Il disco cerco di affrontare le paure, ho cercato di affrontare anche quella di trattare argomenti in un certo tipo. La mia condizione è di spaesamente di fronte a certi temi, il risultato è quello di guardare altrove. Effettivamente ci sono riuscito perché questo disco è un capolavoro (scherza, ndr)”.

  • 12.21

    Il brano L’Uomo Nero è la canzone più politica della sua carriera. “Pur trattando di un argomento molto attuale, questa deriva di paura nei confronti dello straniero, il pezzo intendeva narrare la naturale amarezza che si vive di fronte a questa situazione. Io sono una persona che tende a rifugiarsi in casa, il titolo lo dimostra, per guardare le cose in modo mediato”.

  • 12.25

    Milano torna ricorrente. “Lamezia Milano è l’episodio più divertente del disco, recupera lo spirito solito di leggerezza. L’idea nasce dalla mia pigrizia. Sono stato attento a non scivolar via, ho deciso di mantenere un mood specifico per tutti i brani”.

  • 12.28

    “Ho dovuto abbattere pregidizi su Milano. Forse perché faccio un mestiere privilegiato, ma ho vissuto lati interessanti e stimolanti della città. Forse non ci vivrei sempre, ho bisogno di vivere sia la realtà milanese che quella della Calabria dove ho più tempo per me stesso”.

  • 12.29

    “Quando ho approcciato alla parte musicale del disco, sempre con gli stessi ragazzi di sempre, l’idea era quella di rompere l’idea della sala prove. Ho lavorato con ogni musicista singolarmente. Questa cosa ha avuto il pregio di portare tanto materiale che abbiamo poi scremato, non abbiamo creato una strada sola. Forse con questo disco mi emancipo maggiormente e trovo una mia cifra personale rispetto al passato”.

  • 12.35

    “Produttore di me stesso? Prima di fare canzoni, mi occupavo di fare produzioni. Ero dall’altra parte della barricata, quindi conosco le varie dinamiche. Però in questo disco anche nei momenti di attrito hanno portato a questo risultato. E’ necessaria una dialettica tra le parti. Non sono brano nella parte tecnica, però riesco a capire cos’è che a livello sonoro non mi fa impazzire”.

  • 12.38

    “Il precedente album era registrato in una chiesa con l’idea di una suonata. Questo disco si divide, anche qui, tra pezzi più da suonata live e pezzi da studio. L’idea della masseria è stata funzionale a creare una concentrazione, vivere lì quindici giorni ci ha permesso di provarle tutte. Non ho rimorsi”.

  • 12.41

    Diego e Io, scritto con Antonio di Martino, “è un pezzo che si tira fuori dal disco, è un fine primo tempo e inizio secondo tempo dall’album. Il contributo di Antonio è stato fondamentale, è uno delle migliori penne a livello cantautorale”.

  • 12.43

    Il costume da torero “riassume in maniera giocosa, come una filastrocca, il tema del disco: l’amarezza e la disillusione. E’ molto importante uccidere le proprie illusioni per crearne di nuove, senza illusione non si scriverebbero canzoni”. C’è una parte cantanta dai bambini.

  • 12.46

    Il tour. “L’impresa è cercare di riportare un disco stratificato, composto da tanta roba, dal vivo. Sarà interessante riproporre il mood dell’album, voglio che l’energia che ci ha sempre caratterizzata rimanga al fianco dell’attenzione che emerge dal disco. Stiamo lavorando sull’inserire una strumentazione che in passato non c’era”.

  • 12.48

    Lo scripted del video de La Verità è stato scritto da lui stesso. “Volevo che il video non fosse quello solito di playback, volevo che si raccontasse una storia. Mi sono innamorato di certe serie televisive che mi hanno spinto a voler scrivere l’idea del video. Mi sono immaginato la morte di Babbo Natale, che vuol essere la rappresentazione della morte della illusioni. Mi sembra più bello il video che la canzone, male che vada mi posso riarrangiare come sceneggiatore”.

  • 12.50

    “Mi stimola l’idea di poter comunicare delle cose che in canzone non riesco a comunicare. E’ stimolante potersi confrontare con diverse tipologie di comunicazione, non voglio essere liminato alla canzone ma voglio poter esplorare. Mi piace anche il linguaggio del fumetto. Non mi precludo nessuna strada”.

  • 12.53

    “Con questo disco mi interessava far emergere il fatto che sono anche un musicista”.

  • 12.58

    Sanremo, c’andresti? “Non c’è mai stata l’intenzione da parte nostra. Sanremo è un discorso complicato. La mia generazione è cresciuta con Sanremo, una parte di me sarebbe felice di parteciparvi perché c’è mamma che lo guarda. Dall’altra è un tipo di contenitore che, soprattutto negli ultimi tempi, è una grande promozione di tanti generi. Non so quanto possa essere funzionale al mio percorso, non sento la necessità”.

  • 13.00

    Ha ancora senso parlare di indie o ormai non esiste più la necessità di farlo? “Beh, come tutte le definizioni serve ai media per creare un contenitore in cui collocarci. Il pubblico non ha bisogno di queste distinzioni, lo capisce da sé. In Italia prima l’indie aveva una caratterizzazione ‘contro’ il mainstream, via via sono intervenuti altri elementi che hanno inserito matrici più pop. Secondo me esiste ancora una scena alternativa vera”.

  • 13.03

    La conferenza finisce qui.

Questa mattina verrà presentato alla stampa l’album di Brunori Sas, intitolato A casa tutto bene. L’album, il quarto della carriera del cantautore, è stato registrato nella casa padronale di una vecchia masseria del 1100, è stato prodotto artisticamente da Taketo Gohara e uscirà venerdì 20 gennaio.

Soundsblog seguirà la conferenza stampa in diretta.

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