Il sorprendente tour di una rinnovata Fiorella Mannoia

Partono le prime note e tutti riconoscono subito la “Sally” di cui Vasco Rossi, qualche tempo fa, disse “ho scoperto molto dopo di averla scritta per lei”. E’ una Fiorella Mannoia in grandissima forma quella che ieri sera, nel parco della Reggia di Venaria Reale (To), ha inaugurato il nuovo tour estivo. In una sola

Partono le prime note e tutti riconoscono subito la “Sally” di cui Vasco Rossi, qualche tempo fa, disse “ho scoperto molto dopo di averla scritta per lei”. E’ una Fiorella Mannoia in grandissima forma quella che ieri sera, nel parco della Reggia di Venaria Reale (To), ha inaugurato il nuovo tour estivo.

In una sola parola: sorprendente. Nuova band (fa un certo effetto non vedere sul palco Piero Fabrizi) e nuovissimi arrangiamenti per quasi tutte le canzoni che scorrono a ripercorrere una carriera lunga e variegata. Rispetto ai tour degli ultimi anni ci sono davvero molte news.

A cominciare dai pezzi inediti: un’incredibile, appassionata “E penso a te” di Lucio Battisti e l’omaggio a Fabrizio De André con la fortissima e più che mai attuale “Smisurata preghiera“, ultimo pezzo scritto dal cantautore genovese. Anche le altre canzoni, dalle più vecchie (“Come si cambia”, “Sorvolando Eilat”) alle più recenti incursioni brasiliane (“Cravo e candela”) appaiono con “un vestito tutto nuovo”, citando il suo autore di massimo riferimento: Ivano Fossati.

E di Fossati di pezzi ne suona molti, compresi i mai incisi (dalla signora) “C’è tempo” e “Buontempo”, così precisa e convincente la prima, mai così vivace – in versione bossa – la seconda. Passando per la ritrovata (non la cantava da molti anni, chissà perché?) “Le notti di maggio”, ora in un arrangiamento minimale che forse la penalizza un po’, ma che piacere riascoltarla dal vivo!

Sul finale è tutto un ballare e invitare il pubblico ad alzarsi – e lo faranno in tantissimi, qualcuno improvviserà persino un trenino – sulle note sudamericane. Tra i bis non poteva di certo mancare “Quello che le donne non dicono”, più minimale che mai: solo pianoforte e voce. Anzi, voci: il ritornello sarà cantato tutto dal pubblico, con stupefacente precisione.

La band e questi nuovi arrangiamenti forse hanno bisogno di un piccolo rodaggio, scappa qualche imprecisione, non tutte le versioni convincono fino in fondo ma il cambiamento è sano e porta una bella ventata di freschezza. Da notare l’assenza di pezzi a firma De Gregori (un po’ un peccato) e Paolo Conte (di queste la mancanza si sente meno: le canzoni di Conte difficilmente migliorano se cantate da altri). Forse un caso, forse una scelta precisa?

Di certo lo spettacolo ha un filo conduttore e le canzoni, così diverse per tipologia e tempo, si amalgamano bene in una sorta di onda che parte dal cuore, dai sentimenti, dall’amore (“preparate i fazzoletti” annuncia a un certo punto), per poi esplodere nelle mani e nelle gambe in una grande festa collettiva.

Un tour che piacerà a chi volesse avvicinarsi al mondo mannoiano e che, allo stesso tempo, ha moltissimo di nuovo, emozionante e coinvolgente per chi la segue da anni. Come dicevamo, davvero sorprendente!

Sul myspace ufficiale l’elenco aggiornato delle date.

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