Limp Bizkit al Carroponte: foto-report dal concerto del 22 Agosto 2016

Ormai i concerti dei Limp Bizkit sono come un mixtape suonato dal vivo, con dozzine di riff famosi di altre band buttati in mezzo ai greatest hits della band. E tutti ne son felici…

Sapete cos’è un mixtape? Nell’accezione ormai più comune, all’interno della scena hip-hop, è una raccolta di canzoni o tracce (solitamente prese da altre fonti e di frequente coperte da copyright), spesso fuse insieme senza soluzioni di continuità, con la creazione di sovrapposizioni e dissolvenze fra la fine di una canzone e l’inizio della successiva.
Insomma, una compilation di musica figa, tutta insieme, proveniente da varie band diverse.

Da molti anni ormai, quando si va a vedere un concerto dei Limp Bizkit, si va ad assistere ad un mixtape dal vivo. E’ incredibile la quantità suonata di cover, riff riconoscibilissimi buttati dentro ad altre canzoni, ritornelli famosi da far cantare al pubblico: Metallica, Pantera, Korn, Nirvana, pure un po’ di George Michael per variare un po’. E’ tutto fighissimo mentre sei lì, quando il concerto parte con Rollin’ e subito dopo ti ritrovi a cantare il riff di Master Of Puppets, e poi quando ad un concerto grosso come questo ti trovi circondato da gente che intona Walk dei Pantera. Poi ok, magari torni a casa e dici “ma esattamente quanti brani loro han fatto i Limp Bizkit, nei 75 minuti che han suonato?”. Però il concerto vive di momenti – da casa puoi anche lamentarti delle cover, ma se sei in mezzo al pogo, esaltato dal profumo di marjuana che Fred Durst continua ad elogiare dal palco (era evidente che ne voleva un po’, ma nessuno gliela passava, e davvero il Carroponte sembrava una filiale dell’ambasciata giamaicana, ieri sera), se quello accanto a te urla fortissimo che “It’s my way or the highway”… allora chi se ne frega, ti godi quel concerto, ti godi come sempre il look sobrio di Wes Borland, ti godi Fred Durst preso bene… e te li godi assieme al pubblico più ampio che i Limp Bizkit abbiano trovato in Italia negli ultimi dieci anni, davvero un bel pienone di oltre 4,000 persone a Sesto San Giovanni. Del nuovo disco, continuamente rimandato (e son già passati cinque anni dall’ultimo), poco importa: tanto a noi bastano i mixtape con i pezzi più famosi dei Limp Bizkit e delle altre band.

Due parole sui Black Hole Dream, band italiana in apertura del concerto: partono veramente col botto, tre canzoni che uniscono molto bene rock moderno supportato da riffoni metal, ma con un occhio verso sonorità quasi pop, nella composizione delle strofe. Molto interessanti, forse alla lunga perdono un po’ di mordente, ma fanno ballare tutti nel finale con una cover di Territorial Pissings dei Nirvana. Interessanti.

Questa la setlist dei Limp Bizkit, tratta da Setlist.fm – in realtà mancano ancora un paio di cover, come quelle dei Pantera e dei Korn…

Rollin’ (Air Raid Vehicle)
(with Metallica’s Master of Puppets snippet)

Hot Dog
(with Metallica’s Sad But True first verse and chorus during the bridge)

Gold Cobra

My Generation

Livin’ It Up

Eat You Alive

Boiler

Faith
(George Michael cover)

My Way

Nookie

Heart-Shaped Box / Smells Like Teen Spirit
(Nirvana cover)

Break Stuff

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