Leonardo Decarli a Blogo: “Non voglio l’estate? Un sogno. Gli haters? Mi dispiace ma il loro odio è solo una perdita di tempo”

Leonardo Decarli si racconta a Blogo.it in occasione dell’uscita del suo primo singolo, Non voglio l’estate.

Oggi è uscito Non voglio l’estate, il primo singolo di Leonardo DeCarli che vede anche la partecipazione di Shade. La canzone sarà accompagnata da un video, in uscita nei prossimi giorni, girato da Davide Sondelli a Napoli con la partecipazione di Jody Cecchetto, il figlio di Claudio.

Leonardo Decarli è uno noto e seguito YouTuber che vanta 762 mila iscritti su youtube, 890 mila fans su facebook, 384 mila followers su twitter e i suoi video hanno raggiunto quasi 2 milioni. I suoi “stupidissimi video” -così lui stesso li definisce, ironicamente- sono spesso accompagnati anche dalla sua “faccia da castoro (che appare anche nella cover del brano, affidata al vignettista Gianpiero D’Alessandro, noto illustratore che ha realizzato opere per star mondiali e noto per levignettedigiampiero.). Ma, oltre alle clip di diverso argomento che carica sul suo canale (lo trovate cliccando qui), ha da sempre avuto una passione per musica, oltre che al cinema e al teatro.

L’esordio di Leonardo nel mondo della musica ha ottenuto consensi dai suoi fan e dal suo pubblico ma non sono mancate le critiche di alcuni, quelli che vengono definiti “haters”. Abbiamo voluto parlare con Leonardo delle sue passioni, del suo debutto discografico e delle tante cose che ha già fatto in soli 25 anni: comparse, corsi di recitazione, di canto, spettacoli teatrali. Con lui abbiamo voluto fare una sorta di piccolo iniziale bilancio e riflettere su chi, spesso, digita dietro ad uno schermo. Buona lettura!

Iniziamo subito da Non voglio l’estate, uscito proprio oggi. Com’è andata la notte prima “dell’esame”?

Malissimo! (ride) Sono stato fino a mezzanotte sveglio con caffè davanti per aspettare proprio l’uscita del singolo, poi mi sono addormentato per le tre e alle 6.20 ero già sul cellulare a leggere le notifiche di Twitter. Ho le occhiaie gigantesche ma mi riposerò lunedì!

E ho visto poco fa che sei entrato nella top 20 su iTunes. Ti aspettavi un risultato così?

Sì, sono sedicesimo. Guarda, io in realtà, sono incosciente di tutto quello che mi sta accadendo con questa canzone perché, in realtà, è nata così per gioco -ho sempre voluto fare un singolo tutto mio, però sai, a 26 anni… Dici “Vabbé voglio fare una canzone, facciamo una canzone”, e invece mi rendo conto che è qualcosa di concreto, ora dopo ora.

Una mix tra responsabilità e divertimento e anche un vedere come vanno le cose, no?

Credo sia fondamentale mettersi in gioco, a prescindere di quello che può dire la gente. E’ una cosa che ho sempre fatto e anche se è andata male… è andata bene.

Volevo farti alcune domande sulle tue passioni nate già in passato. Tu sei giovane, hai 25 anni e hai comunque avuto tante esperienze. Facciamo una sorta di veloce viaggio amarcord?

Certo!

Passione per il cinema, hai iniziato facendo la comparsa, com’è nata la cosa?

Guarda, mi ricordo che da ragazzino avevo un letto a castello, io dormivo sopra. Una volta sono pure caduto. Nella mia vita sono stato sonnambulo una notte sola e mi son lanciato da quel letto (ride). Organizzavo questi spettacoli, facevo sedere mio padre, mia madre e mio fratello nel letto si sopra e io, sotto, mi mettevo i vestiti e interpretavo i personaggi. Facevo anche la pubblicità della Simmental! Non me lo dimenticherò mai, il cavallo di battaglia! (ride) Sono sempre stato egocentrico ma con moderazione. La cosa che oggi mi piace di più -e che mi è sempre piaciuta e non ho mai perso- è veder sorridere le persone quando faccio le stupidaggini. Sono sempre stato il giullare, anche a scuola, infatti mi mettevano un sacco di note sul registro, ma a me non fregava niente. Magari più a miei genitori, poverini! Poi nel 2002 venni chiamato -ero in un’agenzia di comparsa per piccoli ruoli- per Caterina va in città di Paolo Virzì, per fare -appunto-la comparsa.

Un film importante tra l’altro.

Sì, per me era stato un super onore! L’anno scorso gli ho mandato anche una lettera, non mi ha ancora risposto ma spero che lo faccia presto. In quell’anno stavo a Montalto di Castro, a un’ora circa da Civitavecchia, vedevo questo mondo, queste luci, queste telecamere… Il regista che diceva “Motore, azione!”. Sai quando ti innamori per la prima volta di una persona? Sono esploso dentro d’amore per il cinema e, d’accordo con mia madre, decisi di mettermi a studiare recitazione con un corso che offriva la mia scuola (ai tempi facevo le medie). A fine anno ebbi subito la parte di protagonista in uno spettacolo che si chiamava “L’Africa” e mi ricordo che ebbi un sacco di complimenti. E da lì iniziò il mio percorso di studente di recitazione, avevo fatto corsi a Roma e Civitavecchia. Facevo un sacco di casting, mi avevano preso a fare la comparsa per uno spot con Kate Winslet della Longines. Mi sentivo già un figo (sorride). Verso i 18, 19 anni mi sono diplomato in una scuola di recitazione che dirigeva Pino Quartullo con gli insegnanti dell’Accademia d’Arte drammatica. Ho studiato dizione, recitazione, storia del teatro… è stato proprio il culmine del mio studio perché in quel periodo portavamo in giro degli spettacoli. Ho lavorato con Nini Salerno, uno dei nomi massimi del teatro italiano.

Ne hai fatti anche tanti, di spettacoli.

Sì, ne ho fatto tanti, ma ammetto che per me il teatro è stato anche -in parte- sofferenza perché, tutto bellissimo, ma l’ansia che hai sul palco… Io ogni volta davo di stomaco prima di entrare in scena. Mi ricordo che era quasi una sofferenza prima di entrare in scena ma poi un sogno. Adesso ho preso più la mano, faccio un sacco di eventi live, ma all’inizio è stato proprio traumatico.

Ti ricordi il primo video che hai girato su YouTube?

Calcola che quest’anno il mio canale festeggia dieci anni, ad agosto. Già nel 2005 avevo il canale su YouTube, mi ero iscritto. Nel 2006 lo ufficializzai. Mi ricordo che avevo comprato -spendendo pure un sacco di soldi!- una telecamera a 4 megapixel della Sony che ho ancora in cameretta appesa come reperto storico, con la quale giravo video dove facevo arti marziali e parkour. Nel 2009, ricordo che stavo facendo gli esami di maturità, c’era Gemma del Sud, una ragazza che ballava in maniera un po’ particolare, uno dei primi personaggi trash del panorama italiano. Feci questo video dove dicevo “Cara Gemma mi hai stufato, io sto studiando per gli esami di maturità e quando sono a casa e voglio vedere video su YouTube, voglio vedere video che mi fanno sorridere, non voglio trovarti in tutte le sezioni!”. Feci questo video che divenne subito virale, uno dei primi nel mondo del web, e da lì iniziai, a distanza di un anno, con gli stupidissimi video. Ho iniziato facendomi aiutare dai miei amici: i primi video, ricordo, li ho girati con la telecamera che aveva un audio che facevo schifo e li montavo con Movie Maker. Poi comprai il Mac e iniziai a montare con iMovie e da lì è iniziata la trafila.

E nel 2014 anche il libro.

Ad aprile è uscio il mio primo stupidissimo libro che racconta un po’ tutta questa storia. E’ stato apprezzato perché sono proprio io che parlo, come sto facendo con te, ma in un paio di pagine.

Ti piacerebbe scrivere, in futuro, un libro vero e proprio, una sorta di romanzo?

Guarda, io a 16 anni stavo scrivendo un libro, se possiamo chiamarlo tale. Sono appassionato del Medioevo, so che non è stato un periodo fantastico per l’umanità, ma io adoro il Medioevo. Non ricordo bene di cosa parlavo ma so che raccontava di questi due ragazzi che vivevano in quel periodo storico e venivano dal futuro. Poi nel 2008, 2009 trovai un libro che parlava di quattro ragazzi che vengono risucchiati da un videogioco nel Medioevo. E per me era stata una coincidenza assurda, mi sono ritrovato a leggere una storia che stavo scrivendo io cinque o sei anni prima. Non ho mai finito di leggerlo perché saranno duemila pagine! Scrivere un romanzo, però, lo lascio a chi sa veramente fare il mestiere. Fino a quando posso improvvisarmi cantante perché ho studiato canto, provo a farlo, Ma lo scrittore lo lascio fare ai ragazzi che hanno un sacco di talento e ai quali auguro tanta fortuna, di spaccare.

Torniamo al singolo, Non voglio l’estate. Immagino che sia una cosa che accade anche quando fai i video e che è accaduto anche con la tua canzone. Ci sono coloro che apprezzano e poi loro, gli haters… Come la vivi? Tu hai studiato canto, hai fatto anche cover nel tuo canale, no?

Sì, è da sei anni che faccio cover musicali. Il problema degli haters è che ci saranno sempre. Io guardo anche con Fedez. Ha miliardi di haters ma è uno che fa dieci dischi di platino Io ho sempre pensato una cosa: a me è capitato di criticare delle cose ma mai pubblicamente, nel bene o nel male, non mi sono mai permesso. Nemmeno quando avevo 20 followers. Quando vedevo i video degli altri -come quelli di Guglielmo Scilla, che adoro- pensavo “Wow, vorrei diventare come loro”, da fan. Ho sempre detto una cosa, su questo odiare. E’ gratuito, io odio gli stupratori, gli assassini, la gente che fa del male, quelli che abbandonano i cani e i gatti. Io ODIO queste persone perché ho una motivazione che mi porta ad avere un odio sfrenato nei loro confront. Ma un ragazzetto di 25 anni che, per di più ha studiato canto e recitazione, invece di rompere le palle a qualcuno che fa qualcosa che ama e gli piace e che non ti porta via niente, non ti ruba i soldi e ti chiede dammi 50.000 euro per fare un video musicale, perché non supporti le persone che ti piacciono affinché anche loro possano fare queste cose? Se a me sta sulle scatole Mario non vado a dire Mario “Sei un deficiente, devi morire…” Io amo le critiche positive che servono a migliorare. Ma se a me non piace Mario e piace Giorgio, vado a tifare Giorgio, a condividere i suoi video, a dirlo a tutti i miei amici! Perdere tempo per l’odio… è proprio una perdita di tempo.

In generale, poi, è gratuito e non porti via niente a nessuno, no? E’ più facile nascondersi dietro lo schermo e insultare, è da vigliacco.

Se non avessero avuto lo schermo non avrebbero mai detto quelle cose. Io il problema che ho è che dico le cose in faccia. meglio dirle in faccia che dietro uno schermo. Posso mandare qualche frecciatina con un Tweet ma perché reputo stupido e inutile dover andare a dire qualcosa a qualcuno. Devi dirle in faccia alle persone che per te contano, che stimi. Se una persona non mi piace e, in più, fa qualcosa che non mi piace, non glielo vado mica a dire. Che mi frega? Se me lo chiede glielo dico La cosa degli haters mi dispiace, sono sincero. Sarei un bugiardo a dirti che non mi interessa niente. Un commento negativo, per me, è quasi più importante di 10,000 positivi. Se io faccio una canzone, 16esima nella classifica, e leggo complimenti tipo “Sei stato bravo” o “E’ carina, orecchiabile!”, e c’è uno che mi dice “Fai [email protected], continua a far lo Youtuber e non a cantare”, io do più importanza a quello anche se poi mi dura un minuto e vado a leggere quelli positivi. La vivo, sono sincero con me stesso, hanno un determinato peso che però dura poco.

Parliamo di cose belle. Non voglio l’estate, il video uscirà nei prossimi giorni. Com’è stato girarlo?

E’ stata una figata. Io non sono protagonista del mio video Jody Cecchetto, il figlio di Claudio Cecchetto che conosco e lo adoro, un bravissimo ragazzo. Era perfetto per quello che ho voluto descrivere nel video. Io mi sono occupato, insieme a Davide Sondelli, della regia. Lo script è mio, noi Youtube siamo molto gelosi di ciò che è nostro, soprattutto a livello visivo. L’ho scritto, immaginato con Jody ed è stato bellissimo perché sono stato supportato al massimo da Blasteem, questa piattaforma nuova sul web, senza la quale non avrei mai potuto fare il video perché eravamo stretti sui tempi. Siamo riusciti a tirare fuori un video da 110 e lode grazie a tutto lo staff coinvolto e che hanno collaborato, super professionisti nell’ambito del cinema italiano ed europeo. Per me è stato un sogno vedere qualcosa di così professionale, così bello e dedicato completamente a me. E’ stato il mio giorno, compaio nel video volte, ma è stato stupendo. Rivivrei quel giorno mille volte. Sentivo lo spirito della canzone, in una spiaggia del genere a Pozzuoli, è stato bellissimo.

Hai altri progetti imminenti?

Ho dei progetti che per scaramanzia tengo ancora top secret.

Riguardano la musica?

Tutto quanto, riguarda anche la musica, sì. Per adesso, però vediamo come va la canzone. Se va bene sono più spronato nel farlo oppure è stato divertente. Fino a quando non vedo il prodotto finale concreto non dico niente perché ho imparato a stare zitto, sono diventato super scaramantico in queste cose.

Ultimissima domanda. C’è qualcosa che vuoi aggiungere, hai un messaggio per i nostri lettori e, eventualmente, agli haters di cui abbiamo parlato prima?

Ai lettori vi ringrazio per aver letto questa intervista. Agli haters, invece, dico: “Ragazzi, prima di di criticare qualcosa, leggetela, ascoltatela, guardatela, poi tirate le conclusioni”. Prima di dire qualcosa abbiate la certezza che sia giusto quello che pensate in quel momento.