Gojira in concerto a Milano: foto-report dall’Alcatraz

Il futuro del metal passa anche dai Gojira? Tiriamo qualche somma godendoci Magma dal vivo…

L’ho pensato immediatamente, mentre osservavo la performance dei francesi Gojira, davanti a una schiera di teenager agguerriti: il futuro del metal passa anche da queste parti. E guarda caso, quelle stesse identiche parole sono comparse al termine di una recensione dell’ultimo album della band transalpina, quel “Magma” che ci piace credere, tra le altre cose, che voglia ricordare un’omonima, importante e storica formazione di rock progressivo.

Ad accompagnarli, solo per le date italiane, troviamo innanzitutto i toscani Bleed Someone Dry; sconosciuti ai più, propongono musica pesante, sospesa tra metalcore e death metal, ad alto tasso tecnico. Quando azzeccano il riff ‘torcicollo’, l’headbanging coinvolge diversi presenti, e fa piacere notare che alcuni tra loro sono anche acquirenti dei loro CD presso il banchetto del merch. Alla batteria troviamo ospite Francesco Rosa, attualmente in forze anche negli Extrema, a fornire una solida e articolata base ritmica. Lo show nel complesso è buono ma fin troppo monolitico: mancano, in sostanza, dei momenti in cui la ferocia si placa, tali da far emergere un po’ più di personalità. Viste le potenzialità, ad ogni modo, si piuò solo migliorare e ci si augura che prossimamente i Bleed Someone Dry riusciranno ad ampliare il loro raggio d’azione.

Ben altro è il discorso riguardante i Gojira: abituati a tour da comprimari, a questo giro si ritrovano headliner, con un disco che sarebbe ancora dovuto uscire, e dal quale sono estratte due tracce, “Silvera” e “Stranded”, la cui accoglienza è a dir poco calorosa. Il coinvolgimento è della medesima intensità di quello generalmente riservato ai grossi nomi, i francesi ne sono ben consapevoli e ne escono assolutamente vincitori, passando al setaccio tutti gli album in studio pubblicati in circa 15 anni di fronte a una folla agguerrita.

Ora, in conclusione, il discorso è sempre il solito: con il recente “Magma” la band dei fratelli Duplantier – Joseph e Mario, rispettivamente chitarra/voce e batteria – sta facendo discutere parecchio, trattandosi di un album che abbandona certi barocchismi del passato per concedersi un songwriting più asciutto, lineare e melodico. Giusto o sbagliato che sia, dopo due decenni di carriera e sei dischi i Gojira ci paiono ormai in grado di muoversi autonomamente, senza più aver bisogno di attingere in primis da Meshuggah e Devin Townsend, un’abitudine a cui si erano spesso abbandonati in passato; come si suol dire: scusate se è poco!

Foto e parole di Eugenio Crippa

Gojira Setlist:
Toxic Garbage Island (The Way of All Flesh)
L’Enfant Sauvage (L’Enfant Sauvage)
The Heaviest Matter of the Universe (From Mars to Sirius)
Silvera (Magma)
Stranded (Magma)
Flying Whales (From Mars to Sirius)
Wisdom Comes (The Link)
The Art of Dying (The Way of All Flesh)
Terra Inc. (The Link Alive)
Explosia (L’Enfant Sauvage)
Oroborus (The Way of All Flesh)

Drum Solo
Clone (Terra Incognita)
Vacuity (The Way of All Flesh)