Elvis Presley, la morte fu intenzionale? La teoria del fratellastro nel libro “My Brother Elvis: The Final Years”

David E. Stanley, fratellastro di Elvis Presley, ha scritto un libro che si basa sugli ultimi anni di vita del cantante, secondo il suo punto di vista e i suoi ricordi.

La morte di Elvis Presley risale al 16 agosto 1977 e la causa dichiarata del suo decesso fu un attacco cardiaco. Aveva 42 anni. Ancora oggi la sua fama e la sua eredità musicale sono intramontabili e, a riportare ancora di più in auge il suo ricordo, ci penserà probabilmente il libro del fratellastro, David E. StanleyMy Brother Elvis: The Final Years– in uscita proprio il giorno dell’anniversario della sua morte, il 16 agosto 2016.

Le parole dell’uomo, riportate nel libro, soverchierebbero anche la teoria ufficiale: secondo Davide E. Stanley, infatti, non si tratterebbe di sovradosaggio accidentale di droga ma di una scelta “intenzionale”. Stanley si era trasferito a Memphis, nella Graceland di Presley, quando aveva quattro anni, dopo che la madre aveva sposato il padre di Presley, Vernon. Disse che lo vide vivo, per l’ultima volta, il 14 agosto, 1977.

“Sentivo che fosse la mia responsabilità quella di scrivere un libro su questa realtà di Elvis, un mondo che va oltre lo sfarzo, il glamour e il divertimento. Era un essere umano, le sue fragilità erano molto umane e la sua vulnerabilità gli costò la vita. Se la dipendenza è potuta accadere a Elvis può capitare a chiunque. “

Infine, nel libro, Stanley dichiara di aver trovato pillole e siringhe sparse intorno al corpo di Elvis e ammette di aver ripulito la scena prima dell’arrivo della polizia.

Via | PoPCrush

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