Gigi D'Alessio a Blogo: "Sono cresciuto e i critici hanno cominciato ad apprezzare quello che faccio"

Le dichiarazioni di Gigi D'Alessio a Blogo.

Oggi, giovedì 16 giugno 2016, a margine della conferenza stampa di Gigi D'Alessio per la presentazione del concerto allo stadio San Paolo del 21 giugno, abbiamo fatto qualche domanda al cantautore partenopeo che si appresta alla tappa conclusiva del suo Malaterra World Tour (Video intervista in apertura di post).

Gli abbiamo chiesto cosa si aspetta dal pubblico della sua città e che non ha trovato in tutti i Paesi del mondo (Asia, NordAmerica, Sudamerica e Australia) in cui è stato in tournée:

Qui vengo a cantare per la mia famiglia, dove sono nato, nelle mie origini. Vengo a cantare per chi mi ha fatto diventare cantante, per chi ha creduto in me, per chi ha pianto per me, per chi ha sofferto. E per chi ha gioito.. Quindi ovviamente non si può paragonare lo stadio San Paolo e cantare a Napoli.. La cosa più difficile è stata mettere in piedi la scaletta.. Spero e mi auguro di esserci riuscito..

Alla luce del concerto per la Terra dei fuochi nel settembre 2015, gli abbiamo chiesto se il suo impegno sul delicato tema continuerà..

Assolutamente continua, non mi fermerò qui. Perché ormai il disco esiste, anzi fortunatamente esiste. Il progetto c'è, anche allo stadio San Paolo abbiamo riservato un settore per "La terra dei Cuori", associazione di cui sono vicepresidente onorario e l'intero incasso sarà devoluto ai bambini malati di tumore. Il mio impegno continua, fino a che avrò voce, fino a quando avrò la forza di continuare a lottare, lotterò..

Infine, visto che in conferenza stampa ha dichiarato di sentirsi oggi finalmente considerato anche da "quei critici con la puzza sotto al naso" che prima lo snobbavano, gli abbiamo chiesto se questo dipende da un suo cambiamento artistico o se semplicemente sono i critici ad aver cambiato idea:

Secondo me entrambi. Io sono cresciuto e forse qualche critico si è arreso. I fatti sono fatti e le chiacchiere stanno a zero. Quando poi giri il mondo, riempi i teatri più belli e hai l'opportunità di girare il mondo con una band, con una struttura, devi fare i conti con te stesso. Poi ovviamente ognuno di noi può avere dei gusti diversi.. Però credo che questa sia una cosa che succede alla maggior parte degli artisti, c'è il momento che ti criticano, per preconcetto o perché fa figo criticare. Poi magari dopo un po' anche chi ti critica comincia ad apprezzare quello che fai. Secondo me è una fase che succede un po' a tutti, l'ho vista anche su altri miei colleghi illustri che hanno scritto pagine importanti della musica italiana..

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