Zakk Wylde al Teatro Arcimboldi: foto-report dal concerto di Milano, 9 Giugno 2016

Cosa aspettarsi da un vichingo al teatro? Il concerto è andato oltre ogni aspettativa, ecco il live report di Blogo.it


Zakk Wylde agli Arcimboldi. Il vichingo al teatro.
Quando fu annunciato il tour, avevo qualche dubbio sulla riuscita di uno spettacolo del genere, che avrebbe portato tutto l'italian chapter della Black Label Society, con i loro giubbotti di jeans con mega-toppa sul retro e GIFD sul cuore, a sedersi in comode poltrone vellutate. In molti avevano capito sarebbe stato un concerto acustico, in effetti. Perchè altrimenti cosa ci farebbe, Zakk Wylde in un teatro?

A vedere le poltroncine al 90% vuote alle ore 20,00 (quando ha iniziato il primo gruppo, la band di Jared James Nichols, che ad ascoltarlo si capisce subito perchè piaccia a Zakk, con quel sound di chitarra sporco e blueseggiante ma al contempo dannatamente metal), la desolazione dell'"esperimento fallito" iniziava ad aleggiare in un malinconico teatro: ma per fortuna tira più un capello di Zakk che un carro di buoi, e la realtà è che la folla che ha riempito il teatro (sì, riempito praticamente in tutte le zone degli Arcimboldi) è arrivata dopo le 20.30, regalando un buon colpo d'occhio a chi calcava il palco.

Quando il sipario viene alzato e viene svelata la scenografia (comprensiva di pianoforte, oltre a batteria e due aste per microfoni), si intuisce che lo spettacolo non sarà assolutamente acustico, e quando Zakk Wylde arriva suonando le note di Sold My Soul, è chiaro che la serata sarà decisamente elettrica e potente. Nei nove minuti della prima canzone, Zakk fa in tempo a scendere dal palco e suonare per il pubblico in prima fila, poi suona con la chitarra dietro la testa ed infine con i denti, senza mai sbagliare una nota. Una lezione in maestria di chitarra.
E allora, si capisce il motivo di questo tour nei teatri: Zakk, per presentare il secondo capitolo di Book Of Shadows, ha voluto suonare in maniera perfetta, in un posto dove ogni nota risuonasse potente e precisa, lontano dalla frenesia dei Black Label Society che sul palco devono semplicemente distruggere tutto. I due Book Of Shadows sono albi innegabilmente di Zakk Wylde, ma al contempo sono meno "vichinghi" e più da "metal god" - per carità, non più "riflessivi" ma decisamente più maturi, perfetti per mettere seduti migliaia di metallari in un teatro e farli godere a suon di musica.
Divertente anche come cambia la percezione di un concerto di Zakk Wylde: di solito se non si esce sudati e con qualche livido, sembra di non aver vissuto abbastanza intensamnete lo show, mentre questa sera si diventava nervosi se qualcuno doveva andare in bagno e faceva spostare i suoi vicini di poltrona, passando poi davanti alla vista di quelli seduti dietro.

Tornando a Zakk, ha saputo stupire il pubblico andando a più riprese a suonare addirittura sulle scale del teatro, circondandosi di folla in estasi e regalando ricordi indelebili ai presenti, a chi si è avvicinato di più.
Quindici brani, un paio suonati al pianoforte, ma tutti tiratissimi, per quasi due ore di spettacolo.
Peccato che, chi non sapeva cosa aspettarsi, anche dopo i bis continuasse a chiamare "In This River". No, amico, questo era il tour di Book Of Shadows, il tour solista di Zakk. Per il macello ci sarà una prossima volta...

Zakk Wylde in concerto agli Arcimboldi di Milano: la scaletta suonata

Tutti i brani sono estratti da Book Of Shadows e Book Of Shadows II.

Sold My Soul
Autumn Changes
Tears of December
Lay Me Down
Road Back Home
Yesterday's Tears
Between Heaven and Hell
Darkest Hour
Throwin' It All Away
Dead as Yesterday
Eyes of Burden
Way Beyond Empty
The King
Lost Prayer
Sleeping Dogs

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