Capitani Coraggiosi Tour, live report: Morandi e Baglioni al Palasele di Eboli (Foto e Video)

I Capitani Coraggiosi Morandi e Baglioni si sono fermati a Eboli per un sold-out che ha emozionato il pubblico.

I Capitani Coraggiosi Morandi e Baglioni non si sono smentiti.
Dopo averli visti nel doppio live su Rai 1 dello scorso ottobre, in occasione di quello che sarebbe dovuto essere l’unico ciclo di concerti, ero convinta che dal vivo sarebbero riusciti a rendere ancora meglio e non sono rimasta delusa. Una scaletta fitta e in crescendo, un equilibrio di voci coinvolgente, un palco davvero spettacolare e soprattutto due ingredienti chiave: una band di polistrumentisti che sa suonare e due cantanti che sanno cosa voglia dire cantare. E, credetemi, non è una cosa scontata di questi tempi.

C’è un altro ingrediente che ho trovato sostanziale e che forse mi ha fatto davvero capire il significato di quel ‘coraggiosi’: il pubblico. Diciamocelo, le Directioners sono delle dilettanti di fronte alle fans di Morandi e Baglioni. Definirle ‘agguerrite’ è dir poco: pur avendo due, talvolta anche tre (diciamo anche quattro) volte l’età delle appassionate degli One Direction, le groupie di Gianni e Claudio hanno l’energia di una giovinezza mai davvero superata, la forza di chi non ha paura di quel che possono pensare gli altri. Un po’ come i loro beniamini, in fondo. E, come loro, non conoscono ostacoli. Ho visto assalti all’arma bianca non appena i due si avvicinavano alle ali esterne della passerella (prontamente placcate dalla sicurezza, che si è trovata a placare gli animi di insospettabili ‘…antenni’), ho sentito le storie di storiche fans che li seguono in tutte le tappe dei loro tour, che arrivano da tutta Italia, che si chiamano per nome, che si scambiano notizie su figli e nipoti e condividono squillanti chat di Wazzup per scambiarsi le ultime news sul tour. Questa è devozione.

Ma per quanto narrativamente adorabili, non sono le groupie a fare la differenza, quanto il ‘pubblico’, in toto. Certo, l’eta media si aggirava sui 50 anni, ma nel Palazzetto c’erano tante diverse generazioni (soprattutto di donne) a condividere la stessa emozione. Sedute davanti a me una nonna canuta, un paio di figlie ormai donne fatte, qualche nipotina che non superava gli 8 anni con bandana in testa e sulle labbra i testi a memoria. Una poesia.

Devo dire che è stato uno dei rari concerti in cui ho davvero sentito il pubblico essere una sola cosa col palco. Un palazzetto strapieno, tutto con gli occhi puntati su Morandi e Baglioni, che dal canto loro sanno come riempire la scena. E il Palasele sembrava respirare all’unisono con gli artisti. Cosa ancor più rara, pochi i cellulari alzati a nascondere i volti del pubblico. Chi c’era, ha davvero visto lo spettacolo, non l’ha guardato in second screen. Una meraviglia. E non crediate che la differenza la facesse l’età media: la stessa nonnina canuta davanti a me brandiva un tablet con la stessa nonchalance di una ventenne in amore non appena uno dei Capitani si avvicinava al settore. Anche il pubblico dei Capitani Coraggiosi, oltre ai capitani stessi, dimostra che l’età non conta.

Dal canto loro Morandi e Baglioni conducono in porto uno show curato, coinvolgente, che scivola via senza rollii, ma con grande calore. Tre ore di spettacolo che filano lisce sul mare della nostalgia e della maestria. L’anteprima è tutto per il loro brano ‘d’esordio’, Capitani Coraggiosi appunto, che serve a rompere il ghiaccio e salutare Eboli, per poi iniziare con quello che resta il miglior attacco di un concerto italiano, Io sono qui, di Claudio Baglioni. E si continua mescolando voci e repertori, con Morandi che canta da solo Sabato Pomeriggio e Baglioni che ricambia cantando Non son degno di te, e una tripla standing ovation che riserva il pubblico su Questo Piccolo Grande Amore, Avrai a due voci (davvero da brividi) e Poster, con un Morandi al contrabbasso. Poi si ‘rompono le righe’ e si lascia che il pubblico si avvicini al palco per gli ultimi pezzi. Sembra che cantino insieme da una vita intera e pare impossibile che finora le loro vite artistiche si siano solo sfiorate: Baglioni scrisse Chissà se mi pensi per Morandi nel 1969, ma Gianni non la incise mai, finendo però per cantarla ora; gli archivi di Youtube, invece, riportano un Morandi che nel 1983 canta con Fiordaliso una immarcescibile Poster, lodando le qualità cantautoriali di Baglioni. Sono passati 33 anni e ora condividono un palco.

Vedere Baglioni che accenna un ballo su Banane e Lampone vale già da solo il prezzo del biglietto, così come Morandi al contrabbasso per Poster: ma la coppia offre uno spettacolo davvero incredibile, certo anche merito di un repertorio che ha accompagnato, in ‘diretta’ o in differita, la vita di tutti noi. Anche quando i due ripercorrono le canzoni di quando erano adolescenti – confezionando un medley con, tra le altre, Signora Lia, Andavo a 100 all’ora, Viva l’Inghilterra, Fatti mandare dalla mamma – è difficile non farsi trascinare dall’entusiasmo dei due e delle signore del pubblico, nei cui occhi brilla tutta l’innocenza di quegli anni e che inevitabilmente ti portano per mano in un’epoca mai vissuta, ma che rivivi con la loro emozione.

Che si sia o meno fan dei due, è una missione impossibile non cantare i brani in scaletta. Difficile non lasciarsi travolgere da questi due fuoriclasse, al cui cospetto molti dei ‘fenomeni’ 2.0 dovrebbero prima cantare “Non son degno di te” – dopo aver diligentemente studiato il testo di “E adesso la pubblicità” – quindi ritirarsi a vita privata. Ma questa è un’altra storia.

Dopo tre ore di show (iniziato religiosamente alle 21.00, con precisione svizzera) si lascia il Palasele di Eboli con la voglia di rivederlo daccapo, subito. “Peccato aver fatto una sola data qui a Eboli, ma proprio non c’era tempo per un’altra” ha detto Baglioni aprendo la trentesima replica dello show e salutando il pubblico in visibilio. Un pubblico che ha avuto anche la sorpresa di salutare Gianni Morandi mentre era in fila in attesa dell’apertura dei cancelli. Vedere Morandi appoggiarsi alle transenne e fermarsi a guardare il pubblico, sorridendo, è una di quelle cose che spiazza, ma che fa tanto #GianniMorandi. Sono bastati, però, pochi secondi perché la gente si rendesse conto che quello che li stava guardando divertito era proprio il Morandi nazionale e in un istante è partito l’assalto al selfie, che lui ha soddisfatto con entusiasmo. Non c’è social media manager che tenga: Gianni Morandi non si batte.

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Comunque sia, il viaggio dei Capitani Coraggiosi continua. Prossima data Pesaro (16 marzo), quindi Torino (18-19), Casalecchio di Reno (22-23), prima di andare a Bari, Genova, Milano, Mantova, Livorno, in attesa del gran finale all’Arena di Verona il 23 aprile. Poi si vedrà. Il viaggio di questi capitani non può finire qui.

Capitani Coraggiosi Tour 2016 | Scaletta Eboli

Capitani coraggiosi
Io sono qui
Scende la pioggia
Dagli il via
Se perdo anche te
Grazie perché
Con tutto l’amore
E adesso la pubblicità
Banane e lampone
Canzoni stonate
Sabato pomeriggio
Se non avessi più te
Io me ne andrei

Canzoniere
Medley (La Fisarmonica – Solo – Chimera – Amore Bello)

In ginocchio da te
Questo Piccolo grande amore
Con voi
Vita
Un mondo d’amore

Zibaldone (Medley: Signora Lia, Andavo a 100 all’ora, Viva l’Inghilterra, Fatti mandare dalla mamma, Porta Portese)
Occhi di ragazza
Tu come stai
Varietà
Poster
In amore
Solo insieme saremo felici
Si può dare di più
Noi no
Non son degno di te
Avrai
E tu

Strada facendo
C’era un ragazzo
Bella signora
Via

Mille giorni di te e di me
Uno su mille
La vita è adesso

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