Cesare Cremonini a Bari: foto-report del concerto al Palaflorio (novembre 2015)

Il Piu che Logico Tour è una seduta psichedelica di gruppo. Cremonini cerca Ballo per condividere ogni emozione

Lost in Cesare Cremonini. Il Più che Logico Tour produce in apertura un senso di smarrimento, che lo spettatore riesce a metabolizzare via via nel corso della serata. Spiazza non ritrovare al primo impatto il suo lato cantautorale, intimista, romantico visto che “il nostro cuore al buio vuole esplodere” con le sue emozioni. Cremonini è Lost in The Weekend, appunto, avvolto in sonorità elettroniche degne dell’ultimo Jovanotti. Così la sua stessa versione del Comico perde in malinconia e si adegua al clima stordito iniziale, come se la potenza dei testi (Padremadre avrebbe meritato una versione meno urlata) venisse inizialmente sacrificata per amor di adrenalina.

[Servizio fotografico a cura di Alessandra Ponzetta – © Tutti i diritti riservati]

Ma il Più che logico Tour comincia annebbiandoti per poi, via via, accoglierti tra le sue braccia, grazie alla generosità che Cesare ha con il suo pubblico. Si vede, infatti, che è uno di quegli artisti per cui la dimensione del palco è proprio vitale, una sorta di rimedio terapeutico al narcisismo da condividere in una seduta psichedelica di gruppo.

Perciò Cremonini gigioneggia con giacche eccentriche e riveste a pieno i panni della “strega truccata e piena di sé”, ma con un’autoironia che trasforma la posa in un habitus naturale.

E’ da Le tue parole fanno male in poi che Cesare smette di sudare e comincia ad emozionare, perché stavolta sono appunto “le parole, come mine, ad esplodere in cortile”. E vederlo poi suonare al pianoforte Figlio di un re e Vieni a vedere perché, con suggestioni inedite e un’interpretazione intensa, comincia a consacrarne sul parco la versatilità artistica e il talento musicale a tutto tondo.

Tanti sono i registri che Cremonini ci ha tenuto nascosti e nel Più che logico Tour esplodono all’ennesima potenza, tra cui un inatteso lato jazz che lo ha visto “elevare” il suo esordio da solista pop, Gli uomini e le donne sono uguali. La stessa Una come te è stata valorizzata dall’accompagnamento dell’orchestrina, con tanto di dichiarazione piaciona di Cesare al suo pubblico femminile (“Io volevo fare una band per ragazzine e ora mi dicono che ai concerti ho più pubblico maschile. Devo riconquistarvi”).

Una cosa è certa, Cremonini sul palco non è mai solo perché il portaborse del suo stato d’animo, la colonna sonora e umana che ne ha sempre sorretto gli umori artistici è il fido bassista Ballo. Cesare lo cerca, lo abbraccia e trova in lui il complice di sempre, la continuità mai rinnegata con i sogni adolescenziali dei Lunapop e il Buon viaggio verso il finale della maturità, che forse non potrebbe mai amare senza di lui.

Altrettanto valorizzati sono gli altri musicisti, che in Maggese da band si trasformano in banda e coinvolgono il pubblico in una parata eccezionale. Fino ai momenti più belli, quelli della nostalgia dei trentenni di oggi cresciuti con Cesare che ritornano ai tempi della scuola pogando su 50 Special e confidando insieme in Un giorno migliore.

Col Più che Logico Tour Cremonini, che ha appena deciso di fermarsi in cerca di nuova ispirazione, ha confermato l’orgoglio di essere una popstar adulta. Dopo essersi affrancato dal cliché della boyband era prima invecchiato per poter essere credibile e ora si sta riprendendo la sua giovinezza a colpi di entusiasmo. Aggrappandosi in braccio a Ballo, sui titoli di coda, ha dimostrato che nella vita ci sono poche certezze in grado di farci andare avanti e poter contare su un vero amico è una di queste.

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