Donatella Rettore a Blogo: “Amo X Factor. Tiziano Ferro? Ha una marcia in più. Gianna Nannini mai piaciuta”

Donatella Rettore si racconta a Blogo.it. Leggi la sua intervista, le confessioni e i progetti della cantante.

Quando ho detto ai miei amici che avrei intervistato Donatella Rettore, mi hanno risposto in due modi: “Meraviglia!” oppure “Ma che invidia!”. Perché lei è una di quelle cantautrici che si sogna di incontrare e intervistare. Sai già che non ti annoierai, che non ti darà risposte di circostanza e che non ascolterai banalità. Il suo essere schietta, diretta e sincera sono state caratteristiche che l’hanno resa famosa -oltre alla voce e ai brani- e che, tutt’oggi, non l’abbandonano mai. E’ uscito un altro disco, adesso, Noi Donne.

Siamo Mia Martini, Io, Loredana Bertè e Patty Pravo. Quattro icone molto importanti -io sono la più piccola (ride)- e il mio è il disco più recente, Natale sottovoce. Lo consiglio perché è un nel medley di quattro donne che hanno fatto la storia della musica italiana e internazionale.

Qui sotto, domande e risposte di Miss Rettore. Mai scontate, sempre interessanti.

Si parte dalla domanda di rito: Come sta?

Bene, meglio grazie, mi sono ripresa.

Il 25 settembre è uscito LIVE 1981: DVD+CD che testimonia i primi eclettici anni in concerto. Che ricordi ha di quei concerti di allora e degli ultimi tempi?

Io fondamentalmente non sono assolutamente cambiata perché un soggetto a sei anni è già perfettamente formato. Ha le sue idee precise che poi, chiaramente, si evolvono, si sviluppano, si ingigantiscano, si rimpiccioliscono. Però, le radici di base sono sempre quelle. Io sono r rimarrò sempre una rockettare romantica con sfumature sky e punk e anche emo. Rock Never Dies! Il rock non morirà mai.

La cover di Donatella con Le Donatella. Che esperienza è stata? Positiva?

Loro son due ragazze simpaticissime, piene di vita e anche propositive. Si impegnano, non perdono tempo in chiacchiere, lavorano. Io, da brava veneta, mi riconosco in questa loro voglia di fare, attuare, impegnarsi e fare. Hanno questo spirito di sacrificio che purtroppo non vedo tanto in giro. Però, quando lo vedo, vedo che ci sono dei giovani promettenti e mi aspetto grandi cose dalle Donatella. E non solo in ambito musicale.

Sono, quindi, nel panorama italiano, le due più frizzanti, di rottura?

C’è qualcosa che si sta muovendo nel panorama italiano ma molto lentamente. Improvvisamente, dagli anni Novanta in poi è finita la botta di vita. Gli anni Novanta non fanno storia, non ci hanno lasciato nulla. Hanno ricominciato nel Duemila, con i Coldplay, Adele, Pink, Gabriella Cilmi. Hanno cominciato dopo. Quello che c’era di bello negli anni 90 sono stata io, luca Carboni, Raf…. ma tutti già venivano dagli anni Ottanta. Degli anni 90 poco o niente. Nel 90 siamo ritornati indietro a quello che era la musica leggera di una volta. Non ha portato innovazione, specialmente. Per trovarla dobbiamo tornare agli anni 80. Però devo dire che sto seguendo X Factor e vedo delle boyband italiane molto particolari che non scopiazzano come generalmente è nei talent, vivono di luce propria. L’undeground italiano, sempre sottovalutato e soffocato, è pieno di talenti che rischiano di non uscire mai, di invecchiare senza mai dire la loro. Questo è molto grave. Purtroppo l’Italia è così.

Il giudizio sui talent, quindi, è positivo?

Per i talent meno famosi, tipo X Factor che lo vede solamente chi ha Sky. O su Cielo quando lo mandano. X Factor è una bellissima trasmissione televisiva con mezzi davvero imponenti ma ci sono anche -non tutti eh- quelli che si presentano con misura. Ho sentito delle belle voci, ho visto delle belle performance. Amici non mi piace, è fatto così, per il popolino. X Factor è un programma internazionale, il format viene dall’Inghilterra. Trovo bello che abbiano fatto un super show per le selezioni, è un bello spettacolo da vedere.

Lo farebbe il giudice in un talent show?

Lo farei anche, un talent show come X Factor. Molto volentieri.

E The Voice?

The Voice anche è un bello spettacolo. Ho solo un piccolo appunto: non si può essere sempre entusiasti. Qualche piccolo giudizio, consiglio, bisogna darlo. Perché tutti sono “Wow!” E’ un po’ troppo forzato, si vede, io lo noto.

C’è troppo buonismo in effetti…

Sì, tutti bravi, tutti belli e poi dopo spariscono. Io di The Voice… Almeno da Amici qualcuno è uscito: la Amoroso che mi piace. A X Factor Mengoni e Noemi.

Le piacciono Emma e Mengoni?

Mengoni sì, Emma la trovo un po’ esagerata. Ma ha tutte le possibilità, ha la voce. Deve studiare per potersi migliorare, specialmente secondo me il repertorio va un po’ rivisto. Non mi ricordo una sola canzone di Emma. Di Noemi le so tutte. E’ stata molto oculata nel scegliere gli autori. Perché non fare un talent proprio sui cantautori o sugli autori?

Anche perché oggi, molti si appoggiano ad autori, non scrivono, e interpretano solo pezzi scritti da altri.

Sì, è bello dire e cantare quello che si sente non quello che sente un altro. Non ci sono più i grandi autori che c’erano una volta: Battisti, Mogol, Testa. Anche Tony Renis che ora si occupa del Volo e scriveva per Mina. A me Panella non piace per niente…

Le canzoni oggi parlano quasi sempre di Amore: come soffro, come sto male, piango, sono disperato/a…

Che palle, sì! L’amore può essere anche un amore vitale! Non è solamente tristezza, è vita! La vita non può essere sempre triste. La vita delle volte ci regala dei momenti di sole, molto allegri. Perché non cantare QUEI momenti specialmente? Perché non essere, a volte, anche Splendido Splendenti, invece che disperati?

Non per niente, oggi, anche le nuove generazioni conoscono questa canzone.

Nell’ultimo film di Maria Sole Tognazzi, Io e lei, c’è Splendido Splendente ed è il momento dove, la gente, in sala, ride e fa l’applauso.

E le dico che io ho amato molto il suo album Caduta Massi.

Anche io, è tutt’ora un album ancora innovativo, che guarda in là. Però non so a chi stia antipatica ma i network…

Perché le radio passano sempre le solite canzoni?

Per pigrizia? Non so perché, forse per pigrizia…. L’unica canzone che mi piace, in questo momento, nelle radio italiano è Luca lo Stesso di Luca Carboni. Siamo sempre lì. Sento che c’è dentro la voglia di rimettersi in gioco mentre Ligabue è un po’ noioso anche se delle canzoni, ultimamente, sono belle. Perché non fare solo quelle? Non è obbligatorio uscire ogni sei mesi con un disco… Io aspetto con ansia l’uscita dei Coldplay! Voglio l’uscita nuova di Sam Smith, Adele! Non ne posso più di questi cantanti qua alla Mino Reitano.

Le leggo la classifica Fimi di questa settimana: al primo posto Benji & Fede, poi Fedez, Gigi d’Alessio e Il Volo. Commenti?

Fedez mi piace. C’è l’hip hop che ormai c’è da 10, 15 anni. Anche io ho sposato il rock con l’hip hop ora che si può fare. Non mi piace molto il pop quando sposa la musica italiana leggera, le menate…

Ultimo album acquistato?

Sai qual è? Ti devo dire la verità? Il mio dvd (ride)

E ha fatto pure bene.

Siccome non me l’hanno spedito, volevo vedere come era fatto, come l’hanno masterizzato.

Le è piaciuto?

Moltissimo! Non solo mi son detta “Da ragazzina cantavo come una iena!”

Ma anche oggi…

Sì, ma 34 anni fa sono 34 anni! (ride)

Sanremo 2015 l’ha visto?

No.

Parteciperebbe come ospite o in gara?

No, in gara no. Come ospite parteciperei magari facendo un feat con qualche giovane sicuramente. Ma in gara no.

Cosa ne pensa della vittoria de Il Volo?

Non me lo faccia dire. Siamo tornati agli anni Cinquanta. Preferisco i Dear Jack a sto punto… Non comprerei il disco de Il Volo ma ho rispetto per tutti quelli che decidono di acquistarsi il loro album. Preferisco Bocelli.

Un cantante con cui le piacerebbe duettare? Italiano.

Luca Carboni e Raf. Anche Tiziano Ferro. C’era alcuni anni fa la possibilità che accadesse, che facessimo un live insieme. Lui cantava una canzone mia, io una sua. Sono stata la prima cantautrice che ha acquistato da piccolo. Tiziano canta molto bene, assomiglia molto ad Elton John giovane come interprete. Ha una marcia in più perché vive a Londra e quando sei lì sei sommerso da stimoli che qui non hai. Devi solo andarti a ravanare in discoteca dei pezzi di importazione…

In passato, su Gianna Nannini, Ligabue e Vasco Rossi, non era stata esattamente morbida…

Le mie critiche sono sempre per spronarli a fare meglio. La Nannini non mi è mai piaciuta. Vasco Rossi e Ligabue sì. La Nannni mai, non mi piace proprio come canta, è uno strazio per le orecchie. Vogliamo, invece, parlare di Vita Spericolata e tante canzoni di Vasco che sono e rimarranno nella storia? O Balliamo sul mondo di Ligabue. O Metto via. Oppure Una canzone per te di Vasco. Sono canzoni che ho acquistato, ho i cd e le cassette. Vasco è uscito prima di me. Anche ultimamente ha fatto cose belle solo che sinceramente non capisco cosa dice! Voglio capire cosa dice, non mi devo andare a prendere il libretto come all’opera. Di Ligabue trovo bellissima Tu sei lei. E’ bellissima quella canzone. Tra tante -troppe- canzoni che fanno, qualcosa di brutto può anche scappare.

Visto che mi ha parlato di diverse canzoni che le piacciono, vorrebbe fare in futuro un album di cover interpretate da lei?

Mi piacerebbe molto, mi piacerebbe dire “Io le avrei cantate” così. Poi largo alle critiche. Le accetto, non accetto gli insulti. Le critiche vanno ascoltate comunque. Se qualcuno mi dice Caduta Massi non mi piace, io gli dico “Ascoltalo meglio” perché ci sono canzoni che sono vicine alla melodia italiana senza [email protected] troppo in stile “Tu sei quello…” di Orietta Berti.

Laura Pausini?

Ha una bellissima voce ma canta in un modo omologato e le svise sono sempre quelle. Se fosse un pelo più personale… Io, a volte, non la riconosco. Riconosco più Giusy Ferreri e Malika Ayane di Laura Pausini. Canta come mille altre che fanno le svise di Giorgia. Lei ha cantato anche delle canzoni di Giorgia. Questo fa di lei un’artista internazionale, bisogna darle atto della costanza e della perseveranza. Cantare delle canzoni banali con dei video in cui sembra che stia cantando Your Song…

Le faccio una domanda di attualità di cui di parla molto in questo periodo: le unioni civili. Lei è sempre stata un punto di sostegno per le unioni Lgbt.

La verità è che io sono una persona che rispetta le opinioni degli altri. Se rispetti le opinioni devi rispettare le scelte, la vita che ognuno si vive sulla proprio pelle. Non puoi decidere per gli altri. “No, le unioni civili non si devono fare”. Ma chi sei tu per decidere questo? E poi cosa ti toglie? Non riesco a capire questa presa di posizione così bigotta, oscurantista, indietro. E cattiva, anche. Perché vuol dire non amare il prossimo.

Anche perché se due persone dello stesso sesso si possono sposare, non toglie nulla, non è che a quel punto non possono più farlo un uomo e una donna.

E’ il libero arbitrio! Noi siamo nati liberi! Abbasso i delfinari, gli zoo e i circhi! Noi non siamo nei circhi, questa è la vita. La libertà è un diritto. Già siamo trattati come carne da macello per le istituzioni. Almeno nelle piccole cose… Io mi sono dovuta sposare! Io non mi volevo sposare, volevo le unioni civili. Poi anni fa mi son detta “Va beh, senti un po’, sposiamoci perché qua… e per quelli che non lo possono fare”…

E per esempio, per poter avere qualcuno accanto in caso -toccando ferro- uno dovesse andare in ospedale e l’altro può andare a trovarlo.

E che mi è successo! L’anno scorso ho avuto un grave incidente e meno male che ero sposata o non avrei avuto nessuno vicino a me. Io sono figlia unica…

Ha voglia di fare un salto nel passato?

Sì, il passato è nel presente, si sa. E’ del futuro che non si sa niente.

Ed è quello che spaventa un po’. A me non piace Capodanno ad esempio…

A me né Capodanno né il compleanno. Quest’anno, lo dico subito, io me ne vado (ride). Espatrio. Vado lontano, vado in Australia! Voglio vedere!

Ho letto che lei nel 73 è stata spalla di Lucio Dalla?

Facevo un concorso canoro a Peschiera del Garda dove c’era giudice Lucio Dalla e Rosalino Cellamare (Ron). Erano gli ospiti d’onore. Io facevo parte dei concorrenti e vinsi quella tappa cantando canzoni che scrivevo io, inusuali nel 73. Ero minorenne, andavo ancora a scuola. Dalla mi disse “Ma senti non mollare mica, eh!”. Ma non che non mollo mica. “Ma questa estate perché non vieni a farti due o tre cantate con me e Rosalino?” Mio padre mi guardò, c’era solo mio padre lì e disse “Bisogna parlare con la mamma”. Mia madre mal volentieri mi accompagnò. E anche l’anno dopo che fui notata dal maestro De Simone in uno di questi concerti di Dalla che mi disse “Noi cerchiamo una giovane che possa interpretare Giulietta e Ippolita” Ai tempi avevo 14 anni e mia madre la prima cosa che mi disse fu “NO”. No non ci vai. “Mamma, invece di andare a Jesolo ci facciamo tre mesi di giro per l’Italia! Pagano anche te”. Io ebbi un bel successo con la compagnia di cantautori popolari. Chiaramente cantavo in italiano perché per me il napoletano era turco. Parlavo ancora pesantemente veneto. E cantavo con Bennato, con chitarre, dal vivo e un microfono. Fui scelta per la mia impostazione vocale, andavo a lezioni di cantato, ero soprano. E’ stata una bellissima emozione anche tornare a casa e poi raccontarlo a scuola..

Lei, tra le ragazzine di allora…

Io ero la mosca bianca. Allora cantante significava un’altra cosa. Io poi sono nata in veneto, Veneto bianco Cattolico. Già una gonna sopra al ginocchio era tacciata di uno scandalo terribile. In più canti… Non parliamo poi delle gonne in pantaloni.

Ai tempi faceva scandalo e oggi…

E’ lo stesso! Se le dico che in un programma televisivo, Rai, io ero vestitissima con i leggins. Avevo uno spacco sulla camicetta. La conduttrice era scollata. Uno degli autori. su un mio spacco della blusa (e sotto avevo i leggins), è venuto e me l’ha coperto perché in fascia protetta. Me l’ha coperto, il pubblico durante lo spot pubblicitario ha riso. “Gli ho chiesto come dovevo essere vestita?” Era accollatissima, io soffro pure il freddo si figuri!

Ultima domanda di rito: ha qualcosa da aggiungere su Marcella Bella?

Non so chi sia Marcella Bella (ride)

La ringrazio molto e le auguro in bocca al lupo!

E io lo auguro a lei, mi piace molto “In bocca al lupo”. Sa perché si dice così? Perché la mamma del lupo, la lupa, quando prende i cuccioli in bocca, è per scaldarli. E’ un bell’augurio.

E rispondiamo Viva il lupo.

Esatto, Pensi che io ho un cane che si chiama Lupo!

P.s. Io lo dico: voglio Donatella Rettore GIUDICE. Grazie.

Photo Corrado Ferrante Ufficio stampa

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