Editors live @ Alcatraz – 28 marzo 2008

Gli Editors sono cresciuti. Te ne accorgi dal loro nome, sempre più sulla bocca di tutti, dalle vendite dell’ultimo disco e dalle location dei loro concerti, sempre più grandi. La prima volta me la ricordo come se fosse ieri, timidi sul palco di un Rainbow Club semi deserto, davanti a poche decine di persone. L’impressione

Gli Editors sono cresciuti. Te ne accorgi dal loro nome, sempre più sulla bocca di tutti, dalle vendite dell’ultimo disco e dalle location dei loro concerti, sempre più grandi.

La prima volta me la ricordo come se fosse ieri, timidi sul palco di un Rainbow Club semi deserto, davanti a poche decine di persone. L’impressione era quella di vedere il gruppo di amici alla festa del liceo, ma che ci sapeva fare sul serio. Venerdì scorso, invece, un Alcatraz gremito e rigorosamente sold out ha ospitato la band di Birmingham di passaggio a Milano, decisamente in grande forma.

Dopo un inizio un po’ freddo, la band si scalda in pochi minuti. Tom appare sempre molto educato: poche parole, un “grazi” che non nega dopo nessun pezzo e sorrisi dispensati senza parsimonia al pubblico. E sul palco ci sta proprio stare. Se riesci a seguirlo nel suo frenetico muoversi on stage ti accorgi che non sta un attimo fermo, il tutto senza il minimo calo di voce.

Quando poi attacca con “Lullaby” dei Cure parte una standing ovation. Perchè in fin dei conti gli Editors devono tanto al buon Robert Smith, lo sanno bene anche loro. E tutto sommato la cover non riesce poi male, con un’interpretazione che si lascia apprezzare. Forse anche lo stesso cognome, se ci pensi, non è poi così casuale.

Non diresti mai che, così minuto, Tom è in grado di tirare acuti così potenti: può darne prova nei pezzi più lenti, come su “When anger shows” (bellissima) e “Camera”, ma anche su quelli più potenti. I singoli “The racing rats”, “Bullets” e la bella “Push Your Head Towards The Air” vengono accolti da un autentico boato dal pubblico dell’Alcatraz. Un ottimo concerto, che conferma il talento innegabile della band e le sue grandi potenzialità. Teneteli d’occhio…

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