Nobraino, Facebook, la strage, le date : le scuse sul sito ufficiale

Cos’è successo sul Facebook dei Nobraino? E perché un giorno siamo tutti Charlie e il giorno dopo, invece, no?

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Nobraino, Facebook, la strage nel canale di Sicilia, le date annullate: che cos’è successo esattamente?

È successo che ieri, mentre si apprendevano le notizie che provenivano dal Canale di Sicilia, sul profilo Facebook dei Nobraino appariva questo status.

Avviso ai pescatori: stanno abbondantemente pasturando il Canale di Sicilia, si prevede che quelle acque saranno molto pescose questa estate.

Lo status era accompagnato da un link. Che evidentemente nessuno di tutti coloro che si sono indignati e si sono riversati a gridar vergogna o peggio ha pensato di aprire.

Il link era questo: Centinaia di morti e dispersi 120 miglia a sud di Lampedusa. L’Europa degli indifferenti rimane a guardare,occorre una missione di salvataggio gestita dalle Nazioni Unite. Basta con la criminalizzazione dei migranti e di chi li assiste.

Basterebbe il titolo del pezzo condiviso – tanto, chi clicca? Chi legge? Suvvia, non prendiamoci in giro – per chiudere la questione. E invece no. Così, il “responsabile” della condivisione, prima ha editato lo “status” firmandosi: Nestor Fabbri.

Avviso ai pescatori: stanno abbondantemente pasturando il Canale di Sicilia, si prevede che quelle acque saranno molto pescose questa estate.
Nestor Fabbri

Poi, visto che le critiche continuavano (e lo si accusava della battuta di cattivo gusto), imperterrite, ha ulteriormente editato scrivendo soltanto:

«La realtà è di cattivo gusto».

Incredibile. Non più di qualche settimana fa eravamo tutti Charlie. Oggi siamo tutti contro i Nobraino.

E la questione non si è mica fermata lì eh. Perché sull’onda dell’indignazione di massa, a quanto pare arrivano anche le date annullate.

Bisognerebbe tutti prendersi una bella pausa dai social network, dai “live”, dalla velocità, dalla fretta. Chiudere tutto per un giorno, andare in montagna a riflettere su cosa siamo diventati.

La battuta dei Nobraino era evidentemente contro i “responsabili” di quel che accade nel Canale di Sicilia. Non contro le vittime. Sveglia!

L’aggiornamento con le scuse

Dopo alcune ore concitate che hanno visto il web dividersi tra coloro che hanno compreso il senso delle parole apparse sul profilo Facebook dei Nobraino e quelli che invece si sono limitati a leggere la frase senza contestualizzare il concetto espresso e i veri destinatari della critica e della riflessione, sul sito del gruppo, sono apparse le scuse ufficiali. Una mossa che sembra superflua per alcuni ma che cerca di far comprendere a chi non sembra voler ascoltare e leggere, quello che si nasconde dietro alla frase “incriminata”. E così anche chi è stato frainteso e non ha detto quello per cui è finito sotto al fuoco incrociato delle critiche e delle polemiche, deve giustificarsi e si ritrova a dover ricordare il proprio passato, le esperienze della vita, i progetti, gli studi e l’attivismo. Esempi di quello che si è senza che prima nessuno magari si sia informato di sapere e che oggi deve essere quasi sventolato come proprio alibi. In un processo fittizio e non necessario. Vi riportiamo qui sotto le parole del chitarrista Néstor Fabbri:

    Sono Néstor Fabbri chitarrista dei Nobraino ed autore della frase che equiparava i naufraghi del Mediterraneo a mangime per pesci.

    Permettetemi di presentarmi.

    Mi occupo attivamente di protezione internazionale dei diritti umani dal 2009, quando ho conseguito la laurea specialistica presso la Facoltà di scienze politiche di Bologna con una tesi dal titolo Politiche migratorie dell’ Unione Europea.
    Prima di dedicarmi a tempo pieno al chitarrismo ho lavorato presso alcune ONG in Spagna e Francia.
    Nel 2010 le Edizioni Alicantine (Università di Alicante) hanno pubblicato un mio articolo scritto a quattro mani insieme a Peio M. Aierbe dal titolo : “Funcionalidad de los discursos sobre trata i tráfico de personas”, Fabbri, Aierbe, contenuto in “Migraciones, discursos e ideología en una sociedad globalizada”, reperibile on line attraverso google scholar e che risulta ancora attualissimo sul tema degli “scafisti”.
    Nel 2011 coi Nobraino abbiamo preso parte, al progetto Boats 4 People: una flottiglia per fermare l’ecatombe nel Mediterraneo. Durante l’estate del 2012 la Goletta Oloferne, coordinata da B4P, ha pattugliato il Canale di Sicilia con lo scopo di aiutare le imbarcazioni di migranti in difficoltà e di denunciare le numerose omissioni di soccorso da parte delle autorità competenti.
    Sempre in quell’anno è stata pubblicata una compilation contenente i brani di numerosi artisti euro-africani, curata da me e i cui proventi sono serviti a finanziare le ONG e associazioni che si occupano di protezione dei diritti dei migranti. La compilation, contenente un brano dei Nobraino dal titolo: “Il mangiabandiere”, è reperibile a questo indirizzo: http://www.boats4people.org/index.php/fr/accueil-boats-for-people/417-musique.
    Nel 2013 i Nobraino hanno presentato al Premio Ilaria Alpi uno spettacolo dal titolo : Viaggiare e migrare, confini poco sottili. Sul sito trovate un testo dello spettacolo dal titolo: “Caduti del mare”.

    In questi anni di studi, di attivismo e di impegno artistico ho passato tanto tempo a contatto con le storie e le vite dei migranti che transitano per il Mar Mediterraneo. Tanta era la rabbia nel dover assistere impotente ad ingiustizie, tragedie ed impunite violazioni dei diritti fondamentali, che ho iniziato a sviluppare una forma estrema di autodifesa, consistente nell’opporre al pericolo dell’inefficacia sociale un nucleo irriducibile di sopravvivenza basato sulla sfrontatezza. Mi sono rifugiato perciò dietro le vesti di un eccentrico barbagianni, provocatore testardo, beffeggiatore distanziato e distanziante che ogni cosa brutalizza.
    Il mimetismo è diventato la mia strategia: quanto più ci si dissimula sotto i valori e gli ideali opposti, tanto più si ha la possibilità di vincere. Il criterio della forza, dice Nietzsche, è riuscire a vivere sotto il dominio dei valori contrari e volerli sempre di nuovo. Zarathustra è Zelig!
    Il mio imperdonabile errore è di non essere stato retoricamente capace di indirizzare la sfrontatezza contro i reali responsabili del massacro: gli autori delle politiche migratorie europee. Finendo così per offendere associazioni, militanti e liberi cittadini pensanti che mettono la loro vita a disposizione dei più deboli.
    Per questo motivo porgo a tutte le persone turbate ed addolorate dall’infelice esternazione di ieri le mie più umili scuse.

    Néstor Fabbri

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