These New Puritans: gran rock d’esportazione UK

L’Inghilterra è da sempre terra prolifica di artisti. Cantanti solisti e gruppi spuntano sull’isola come funghi dopo un acquazzone e spesso, supportati da un’industria musicale che qui in Italia possiamo soltanto sognare (al momento e chissà ancora per quanto), travalicano i confini nazionali per imporsi dovunque. Durano il tempo di un singolo, di un EP,

di piero

L’Inghilterra è da sempre terra prolifica di artisti. Cantanti solisti e gruppi spuntano sull’isola come funghi dopo un acquazzone e spesso, supportati da un’industria musicale che qui in Italia possiamo soltanto sognare (al momento e chissà ancora per quanto), travalicano i confini nazionali per imporsi dovunque.

Durano il tempo di un singolo, di un EP, di un album. O diventano i Queen, U2 o Muse, per intenderci. Da qualche giorno sto ascoltando il disco d’esordio di una band di giovanissimi chiamata These New Puritans. Età media attorno ai 20 anni, chiarissima matrice indie rock, elementi punk ed elettronica a sprazzi.

La tracklist di “Beat Pyramid” comprende ben 16 tracce ma dura in tutto 35 minuti scarsi. Quasi un record! Francamente: non sono e non saranno mai i nuovi Queen, o nuovi Muse, o i nuovi U2. Ma l’opera prima non è niente male, qua è là si sentono cose interessanti e non mancano segnali incoraggianti per il futuro.

Sono giovani e si faranno. Se siete amanti dei grandi di cui sopra dategli un’ opportunità e poi tornate su queste pagine per commenti ed impressioni. Se non lo siete…Provate ugualmente, magari sarà amore a primo ascolto. Consiglio “Numerology” , “Colours” e la strumentale “Doppelganger”. Ed “Elvis”, di cui qua in basso proponiamo il videoclip.

Oltre al Myspace, ecco lo sguarnitissimo sito della band.

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