Sanremo 2015, Nesli a Blogo: “Sapevo già di essere un cantautore ma dovevo convincere tutti gli altri” (video)

E’ un nuovo percorso musicale quello di Nesli, che si presenterà sul palco dell’Ariston con “Buona fortuna amore”

Dopo anni di intenso lavoro il percorso artistico di Nesli è arrivato ad una vera e propria svolta pop, che potremo ascoltare sul palco dell’Ariston tra pochi giorni dove l’artista è in gara con “Buona fortuna amore”. Preludio del nuovo album di inediti di prossima uscita dal titolo “Andrà tutto bene”.

Ci siamo fatti svelare dal diretto interessato qualche dettaglio in più su questo nuovo cambio di rotta.

Ci vuoi raccontare tutto il tuo progetto, fino ad arrivare alla tua partecipazione al Festival di Sanremo 2015?

Il mio album “Andrà tutto bene” uscirà il 12 febbraio, nei giorni in cui sarò sul palco dell’Ariston. L’album nasce in questo ultimo anno e mezzo/due anni, mi sono preso un po’ di tempo, a differenza di come si fa adesso che in quattro/cinque mesi si confezionano e si chiudono. Mi sono voluto prendere un po’ di tempo sia per la scrittura che per la scelta, e dedicarmi poi alla produzione. Mi sono approcciato a questo album in modo diverso rispetto ai soliti: è tutto suonato, non ci sono campionamenti. E’ un aspetto nuovissimo per le produzioni che ho sempre avuto. L’impatto sonoro si avverte, la differenza e la crescita (grazie alla produzione e al team Go Wild e Brando) si sentono tantissimo. Io scrivevo già, ma erano canzoni rap, in un contesto che prevedeva determinate dinamiche, soprattutto sonore. Nel mio caso avevo l’esigenza di dare musica alle parole, avevo bisogno di un sostegno che mi desse l’opportunità di presentarmi in maniera forte, è un suono totalmente power, come ti arriva, ti arriva proprio in faccia. Questa è la differenza epocale che ci sarà anche nella tournée, in cui sarò con una band dal vivo. Questo è l’approccio e il risultato finale del progetto. “Andrà tutto bene” è il singolo che darà voce al disco, ed è una frase manifesto che nasce da me, dalla mia testa, per la mia testa. Non voleva essere un augurio all’album o alla carriera, nasce in un momento in cui nulla sta andando poi così tanto bene, e lo stimolo forte a voler cambiare deve venire da te o da chi ti sta intorno. E’ un mantra da me per me, per fare scelte importanti, arrivare qui e presentarmi in questo modo. Perchè sapevo già di essere un cantautore ma dovevo convincere tutti gli altri e per farlo dovevo dirlo e farlo ascoltare. Scelgo di farlo nel posto più canonico, nella sede più adatta al cantautore, che è il Festival di Sanremo.

L’ultima volta che ci siamo incontrati – per il disco “Nesliving Vol.3 – Voglio” – il processo era iniziato ma non era ancora concluso. Quindi si può dire che con questo disco è completo o c’è ancora qualcosa da fare?

Sicuramente è completo per l’album che volevo, qui è dove voglio essere e quello che voglio ascoltare. Io come persona sono uno che cambia, mi piace cambiare, misurarmi attraverso il cambiamento, sperimentare, mi piace conoscere mondi paralleli attraverso la musica. Quindi restare lì, in un tubo di due note, che mi ha dato tantissimo, ma per il quale non riuscivo a vedere oltre, mi limitava e allora ho fatto questo cambio. Ora sono esattamente dove vorrei essere. Posso dire che quella fase di cambiamento e mutazione ha trovato un equilibrio, per poi diventare un’evoluzione. Non tornerò a fare quello che facevo e non cambierò radicalmente perchè per arrivare qui ci ho messo comunque moltissimo.

Per quanto riguarda il cast dei tuoi colleghi seguivi già qualcuno personalmente? Sei contento che so che nella tua edizione ci sia qualcuno in particolare?

Mi fa piacere che tu me lo chieda perchè credo che questo sia un cast molto ricco, che abbia in sè una scelta molto intelligente e coraggiosa, perchè mette insieme tantissimi nomi del passato, grandi cantautori, grandi interpreti, rappresentanti di talent, e quindi rappresentanti di un mondo discografico contemporaneo. Come il pubblico che guarda rappresenta l’Italia, così è il cast dei 20 cantanti. Quindi sì, se devo essere onesto sono molto felice di partecipare proprio a questo.

Come ti stai preparando per calcare il mitico palco dell’Ariston?

Con 200 interviste al giorno! No, mi sto preparando con molta serietà però cerco di non pensar troppo ai tre minuti lì, se no a livello umano non lo farebbe nessuno. Quindi la sto vivendo in maniera naturale ma con una enorme magia intorno: ecco, quello mi piace tanto, percepisco intorno a questo evento un’energia e una magia pazzesca, che sia dal dietro le quinte ai tecnici, è magico, mi sa un po’ come il ballo di fine anno. Cerco di vivere tutta la magia, senza tra due mesi dovermi dire “cavolo, se non avessi pensato a tutte quelle paranoie me la vivevo meglio”. Sto cercando di viverla in maniera naturale, senza costrizioni e senza paure ecco.

Fotografo: Chiara Mirelli

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