Duff McKagan: “Ai Guns N’Roses servirono due anni di tour per pareggiare i conti di Use your Illusion”

Il bassista ora campa anche con le royalties dei dischi dei GNR, ma stando alle sue parole, all’epoca non erano affatto milionari…

La percezione diffusa riguardo i Guns N’Roses, quando si pensa al loro apice raggiunto nel 1991 con la pubblicazione del doppio disco “Use Your Illusion”, è che tutti i musicisti fossero diventati ricchi sfondati, grazie alle vendite degli album (12 volte platino solo in America) e al lunghissimo tour che ne seguì.
Il bassista Duff McKagan, però, getta una luce diversa sugli eventi, in una recente intervista con il Jasta Show, il podcast condotto da Jamey Jasta degli Hatebreed.

“So che abbiamo prodotto una grossa quantità di soldi con il tour di use Your Illusion. Sì, una montagna di soldi. Però, la nostra crew era composta da centotrenta persone. E avevamo due palchi che si alternavano, per rendere più pratici gli spostamenti da concerto a concerto. Avevamo il palco A e il palco B, che venivano spediti in giro per il mondo. Ed ecco perchè il tour fu infinito – ci servirono due anni e mezzo di concerti solo per pareggiare i conti della produzione!”

Questo non vuol dire, certo, che oggi gli ex componenti della band siano in bolletta. Anzi, campano molto bene con le royalties. Ma ancora, la percezione che all’epoca le vendite di dischi li abbiano fatti diventare ultra-milionari in pochi giorni sono sbagliate. In questo caso, fu l’etichetta discografica a fregarli.

“Il catalogo dei dischi vecchi dei Guns N’Roses è molto importante per la Universal Music. E’ il loro secondo catalogo più importante, se non sbaglio. I dischi vendono ancora parecchio, anche solo il Greatest Hits. Ma nel 1994, quando ho dato un taglio all’alcolismo, ho iniziato a fare qualche calcolo, ed il nostro avvocato un giorno ci disse: “dobbiamo patteggiare con la Geffen”. Patteggiare con la nostra etichetta dell’epoca. All’epoca, vivevo in questa sorta di mondo fantastico in cui la Geffen era una nostra alleata, eravamo noi e la Geffen contro il mondo, pronti a conquistarlo. E poi, ho scoperto che non ci hanno pagato gli introiti di sei milioni di copie vendute.
Quando lo scoprimmo, ci disseto che ci avrebbero dato i soldi per due milioni di copie. Altrimenti avremmo dovuto portarli in tribunale, e loro avevano avvocati molto tosti. Così siamo scesi a patti, e ci hanno pagato per un/terzo del nostro lavoro. Ci devono ancora dei soldi, tra l’altro…”