Brandon Flowers: “Mi rode che i Killers non siano grandi quanto gli U2”

Brandon Flowers fa autocritica: i Killers potrebbero diventare come gli U2. Ma mancano i giusti stimoli per il grande salto.

di grazias

Anche Brandon Flowers rosica. È questa la lezione che potremmo portarci a casa dalla sua ultima intervista a NME. NME che lo sente e vede più spesso del proprio vicino di casa visto che la sua ultima chiacchierata col sito risale ad appena qualche giorno fa (per la cronaca, il cantante made in Las Vegas aveva dato un bel po’ di anticipazioni sul suo secondo disco da solista in uscita nel 2015). In ogni caso, questa volta il nostro Brandon delle meraviglie ha parlato del suo gruppo, i Killers, e di quanto gli dia fastidio che la band non sia all’altezza degli U2. Ragazzo, alla fine non vi ha costretto nessuno a propinarci Battle Born. Dico davvero.

In ogni caso, dopo quel disco che lasciò molti fan, o se non altro la sottoscritta, non esattamente all’apice dell’entusiasmo, i Killers hanno pensato (bene) di prendersi una pausa un po’ per ragionare sul proprio futuro e un po’ per dare il tempo a Brandon di lavorare sul suo secondo disco da solista dopo l’apprezzato (ma non troppo) Flamingo.

Oggi Flowers non parla esattamente di una rottura all’interno della band, ma se non altro di una evidente mancanza di stimoli:

Per quanto riguarda i Killers c’è bisogno di lavorare davvero tanto. Potrei decisamente parlare di una mancanza di stimoli ma alla fine è giusto che ognuno percorra la propria strada per arrivare ad un buon risultato finale. A parte i Coldplay non credo che nessun altro sia riuscito a raggiungere la presa sul pubblico che da sempre hanno gli U2. Loro sono stati al passo coi tempi e con gli scenari contingenti fin dal momento in cui sono comparsi per la prima volta sulla scena musicale.

E inoltre il cantante precisa come i bei tempi andati siano appunto bei tempi andati anche nel mondo delle sette note:

È cambiato così tanto oggi, c’è così tanta musica là fuori e così tanto rumore con cui bisogna trovarsi a competere, sono tempi strani.

Infine, l’ammissione: rosica.

È frustrante che i Killers non siano allo stesso livello degli U2. Gli altri musicisti in genere non si sentono all’altezza di Bono e soci, anche se fanno parte di grandi band. Io non la vedo così: secondo me i Killers possono benissimo diventare come gli U2.

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