Videoclip Story: The White Stripes – The Hardest Button To Button

“The Hardest Botton To Botton” (2003) diretto da Michel Gondry possiede una caratteristica comune a varie opere del regista francese, ovvero quella di far corrispondere ad ogni parte musicale una controparte visuale. In questo caso la “forma” stessa della canzone può aver indotto Gondry ad utilizzare questo espediente. La partitura della canzone che fa doot-doot-doot

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“The Hardest Botton To Botton” (2003) diretto da Michel Gondry possiede una caratteristica comune a varie opere del regista francese, ovvero quella di far corrispondere ad ogni parte musicale una controparte visuale. In questo caso la “forma” stessa della canzone può aver indotto Gondry ad utilizzare questo espediente. La partitura della canzone che fa doot-doot-doot [-doot], doot-doot-doot-doot è stata tradotta dal videomaker in una successione numerica visiva 1,2,3,4 … 4,8,12,16…2,4,8,16,32. E così accade che quando Meg White percuote la batteria, lo strumento si moltiplica; e quando Jack White suona la chitarra, il suo amplificatore si moltiplica.

Le scene sono state filmate in presenza della luce naturale, in locations situate nella città di New York non distanti tra di loro più di 300 metri (il quartiere di Harlem, il parco di Riverside ed una fermata della metropolitana). I luoghi in questione danno una senzazione di naturalità (accresciuta anche dall’aver ripreso solo alla luce naturale) all’assurdo moltiplicarsi degli strumenti musicali, ma anche alla rapida progressione di spostamenti del duo.

Infine voglio segnalare il cammeo fatto nel video dal cantante Beck. Questi, in omaggio al testo della canzone, porta al gruppo una piccola scatola rossa che non contiene nulla. Inoltre, omaggiando in questo caso il duo, l’artista indossa una abito bianco con un fiocco rosso sulla giacca (un chiaro riferimento ai “colori” dei White Stripes).

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