Si parla tanto di Celentano ma il disco com’è?

Dopo il tanto parlare dei festeggiamenti per i suoi 70 anni, metto sul lettore “Dormi amore, la situazione non è buona”, l’ultimo album di Celentano. Confesso che affronto l’ascolto con qualche timore e forse pregiudizio: se ho sempre stimato l’artista, il genere che fa non è proprio nelle mie corde e il connubio Gianni Bella–Mogol

di dodo

Dopo il tanto parlare dei festeggiamenti per i suoi 70 anni, metto sul lettore “Dormi amore, la situazione non è buona”, l’ultimo album di Celentano. Confesso che affronto l’ascolto con qualche timore e forse pregiudizio: se ho sempre stimato l’artista, il genere che fa non è proprio nelle mie corde e il connubio Gianni BellaMogol mi fa un po’ paura.

E mi stupisco! Non tanto perché è suonato e arrangiato alla grande (i suoi collaboratori sono dei professionisti) ma perché le canzoni e le interpretazioni sono davvero belle, intense, coinvolgenti. Già dalle prime note, dal pianoforte di Ludovico Einaudi in “Hai bruciato la mia vita”. Per non parlare del tormentone “La situazione non è buona” di Tricarico, già un piccolo classico.

Notevoli poi le collaborazioni: di Jovanotti alla composizione del tango “Aria… non sei più tu”, il perfetto connubio tra la musica di Carmen Consoli e il testo di Vincenzo Cerami per “Anna Magnani”, i “Fiori” di Neffa. Tutte le canzoni entrano in perfetta sintonia con la voce di Celentano. Sorprendente anche la versione di “Ragazzo del sud” di Modugno, che sembra una canzone dei folksinger degli anni delle contestazioni.

Persino la tradizionale “Dormi amore” a firma Bella-Mogol, riesce a colpirmi con quell’interpretazione precisa ed emozionante. Alla fine non posso che ammettere che questo è proprio un bel disco, imperdibile per gli amanti del genere e comunque interessante anche per chi solitamente bazzica altri territori musicali.

Video –“Hai bucato la mia vita”
Adriano Celentano feat. Ludovico Einaudi

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