La situazione del mercato discografico americano

Dopo le analisi di fine anno della F.I.M.I., di cui vi abbiamo parlato nei giorni scorsi, anche il mercato discografico statunitense tira le somme dell’anno appena passato, che probabilmente sarà ricordato come un anno di svolta. USA Today analizza in una serie di articoli lo stato delle vendite in quello che è ancora il mercato

Dopo le analisi di fine anno della F.I.M.I., di cui vi abbiamo parlato nei giorni scorsi, anche il mercato discografico statunitense tira le somme dell’anno appena passato, che probabilmente sarà ricordato come un anno di svolta. USA Today analizza in una serie di articoli lo stato delle vendite in quello che è ancora il mercato di riferimento per la discografia, quello cioè nordamericano (se non altro perchè le major del disco stanno quasi tutte lì).

Secondo i dati Nielsen, le vendite di album interi (compresi i download digitali) sono crollate del 15% nel 2007, da 588 milioni di dollari a poco più di 500, un trend che dura ormai da tre anni. Il genere che ha perso di più è il rap, ormai da qualche anno in profonda crisi, con un calo di vendite del 30%, impressionante. Seguono il country a meno 16,3, la musica latina con un meno 15,6%, mentre resiste il rock che contiene le perdite a un meno 6%.

Ma se le vendite di album sono ormai in caduta libera, le vendite di tracce digitali hanno segnato un +45%, raggiungendo gli 855 milioni di dollari complessivi, dai 581 milioni del 2006. Solo nella settimana di Natale sono state scaricate 42,9 milioni di canzoni: il singolo Apologize di Timbaland, uno dei più venduti, è stato scaricato 319.000 volte. Da notare che se si vendono sempre meno album interi, quei pochi venduti sono sempre più digitali.

Le vendite di album digitali sono infatti cresciute del 53%: insomma, a crollare sono le vendite dei cd, fosse solo per i download anche gli album sarebbero in crescita. Il dato complessivo dice che la vendita di musica è in netta ripresa: nel 2007 le vendite di cd, dvd, vinili e tracce digitali ammontano a 1,37 MILIARDI di dollari, contro gli 1,20 del 2006, una crescita del 14%.

A questo punto lascio a voi le conclusioni, mi chiedo solo come possano, di fronte a certe cifre spaventose, lamentarsi ancora i discografici per le perdite causate dalla pirateria, fenomeno che oltretutto sembra sempre di più in calo.

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