Elio e Le Storie Tese, come battere le mani a tempo: il video tutorial

Un annoso problema da risolvere assolutamente per non sbagliare più a tenere il tempo di un brano (e non ammosciare il groove): ci pensa Faso degli EELST.

Quante volte ai concerti vi è capitato di dover battere le mani per portare il tempo della canzone che il vostro artista stava suonando? Almeno una volta a concerto, stando stretti con la media. E quante altrettante volte vi è sembrato che qualcosa non stesse funzionando e che le persone non fossero tutte in grado di tenere il tempo allo stesso modo? Perlomeno la stessa cifra: ci sono canzoni celeberrime che se accompagnate dal battimani sbagliato perdono tutta la loro potenza, perché un errore nel tempo può essere fatale e fa ammosciare il groove.

A risolvere tutto con un video tutorial ci hanno pensato Elio e Le Storie Tese, che hanno scelto il bassista Faso come Caronte per traghettare le persone nel magico mondo del “come battere le mani a tempo“.

Il segreto, svela Faso, è contare sul pari seguendo il rullante della batteria: su un classico tempo in quattro quarti, il tradizionale “uàn-ciù-trì-fòr!” ovvero il tempo di un buon 95% delle canzoni prodotte oggi per il largo consumo, dovete battere le mani sul numero 2 e sul numero 4. Faso lo spiega facendo ascoltare le differenze sul brano Discomusic degli Elio e Le Storie Tese: se si battono le mani sull’1 e sul 3, la canzone si affloscia; viceversa, sul 2 e sul 4 si resta sul tempo, appunto, e il brano acquista maggiore vitalità.

Problemi sui tempi terzinati? Seguite sempre il rullante, guardate il batterista: il tempo sarà largo e i battiti di mani poco frequenti, ma di sicuro non distruggerete una canzone sbagliando a battere le vostre manine sante.

E in caso di tempi dispari, come nel brano Pagano di Elio e Le Storie Tese? Vi consigliamo di prestare la massima attenzione dal minuto 4 in poi: impegnativo ma non impossibile, anche se in certi casi è bene fare come ai concerti hipster e tenere le braccia incrociate e le mani ferme.

Dubbi? Ricordatevi del claim di Simona Ventura ai tempi d’oro: la musica batte sul due. E anche le vostre mani possono farlo!