Don’t give up – L’abbraccio di Gabriel e Kate Bush

In questo periodo dell’anno, quando i più passano da una festa all’altra, chi è in difficoltà rischia di buttarsi ancora più giù. A un amico verrebbe da dire: non mollare, non sei solo o, come cantavano Peter Gabriel e Kate Bush, “Don’t give up”. Forse non tutti conoscono questo pezzo. Magari qualcuno l’ha scoperto grazie

di dodo

In questo periodo dell’anno, quando i più passano da una festa all’altra, chi è in difficoltà rischia di buttarsi ancora più giù. A un amico verrebbe da dire: non mollare, non sei solo o, come cantavano Peter Gabriel e Kate Bush, “Don’t give up”. Forse non tutti conoscono questo pezzo. Magari qualcuno l’ha scoperto grazie alla versione del 2005 ad opera di Bono e Alicia Keys, a favore di un’associazione benefica.

“Don’t give up” è una canzone bella, toccante, dolce e forte insieme, resa grande anche dalle splendide e particolari voci di Gabriel e Kate Bush. Ed è una canzone importante, un grido di sostegno lanciato a chi si sente perduto. Peter Gabriel raccontò con un po’ d’imbarazzo ma anche di orgoglio, in un’intervista di qualche anno fa, che ricevette centinaia di lettere di persone che lo ringraziavano per averle aiutate, grazie alle parole di questo brano.

Fu importante anche per Elton John, come confessò lui stesso in un’intervista di qualche anno fa al giornalista Massimo Cotto:

“…nel periodo peggiore, ovvero quando ero perfettamente consapevole di dove stavo scivolando, una canzone mi è servita a resistere: “Don’t give up”, di Peter Gabriel e Kate Bush. La ascoltavo e continuavo a ripetere ad alta voce: “Non mollerò, non getterò la spugna” … Ogni volta che permettevo alla situazione di abbattermi, ogni volta che pensavo che questa vita non valesse nulla, mettevo su “Don’t give up” e mi convincevo che sì, ne vale la pena. Ancora adesso piango, quando la sento”.

Una dichiarazione simile la fece anche Sinéad O’Connor che poi, qualche anno dopo, la cantò dal vivo proprio con l’amico Peter Gabriel. Un testo coinvolgente, ricco di esortazioni come “non arrenderti / non sei l’unico / non c’è nessuna ragione di vergognarsi” e “da qualche parte c’è un posto a cui apparteniamo” e ancora “hai ancora noi / non arrenderti / non sei ancora sconfitto”.

Uscì nel bellissimo album SO di Peter Gabriel del 1986 (consigliatissimo!). Ne furono prodotti due video ufficiali.
Qui sotto riportiamo il secondo, meno conosciuto. Quello sopra fu il primo, con il famoso abbraccio infinito. Dedicato a tutti voi.

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