Robin Thicke ai tempi di Blurred Lines tra Vicodin, vodka e interviste da ubriaco

Le dichiarazioni sono state fatte dallo stesso cantante durante una deposizione

Robin Thicke ha ammesso pubblicamente di essere stato, in qualche modo, la vittima più grande del suo stesso immenso successo ottenuto l’estate scorsa con il boom di Blurred Lines. Eppure, successivamente sono arrivati i guai. Il più noto è sicuramente quello personale del cantante che si è separato a febbraio dalla moglie Paula (e alla quale ha dedicato un intero album, purtroppo un disastro a livello di vendite). E, poi, un’altro guaio è quello legale proprio legato alla canzone, citata perché plagio e troppo simile a Got to Give it Up di Marvin Gaye.

Durante la sua testimonianza in tribunale, Thicke ha raccontato quel periodo della sua vita e il quadro che appare non risulta affatto rassicurante. Per prima cosa, Prende le distanze dai credits del brano:

“Dopo aver fatto sei album che ho scritto e prodotto io stesso, il più grande successo della mia carriera è stato scritto e prodotto da qualcun altro, ed ero geloso e volevo un po’ di credito. “

E se, in quelle settimane si trovava a prendersi i meriti, in parte, per la canzone, ecco spiegato il perché:

“Non ho fatto un colloquio sobrio, quindi non ricordo molte cose che ho detto. Ogni giorno mi sono svegliato, mi sono preso un Vicodin per iniziare la giornata, e poi riempivo una bottiglietta d’acqua con vodka e la bevevo prima e durante le mie interviste.”

Adesso la situazione appare migliorata ma non del tutto:

“Sono davvero sobrio dalle pillole, libero dal Vicodin. Ma vorrei fare in modo che, visto che sono sotto giuramento, di non dover tornare indietro e sentir dire, ‘Tu- abbiamo sentito – che qualcuno ti ha visto bere e tu hai detto che eri sobrio per due mesi” Bevo ancora”

Via | Music-Mix

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