Recensione dell’album di Giorgia “Stonata”

Avete per caso ascoltato l’ultimo album di Giorgia? “Stonata”, ad un primo ascolto è un album completamente anonimo, senza idee e pieno di bella voce. Ma la bellezza non è nulla senza il contenuto in un certo tipo di musica, specie da un’artista come lei che ha tirato fuori in passato alcuni dei brani più

di aleali

Avete per caso ascoltato l’ultimo album di Giorgia? “Stonata”, ad un primo ascolto è un album completamente anonimo, senza idee e pieno di bella voce. Ma la bellezza non è nulla senza il contenuto in un certo tipo di musica, specie da un’artista come lei che ha tirato fuori in passato alcuni dei brani più importanti della storia della musica italiana.

Cosa c’è di buono in questo album? Tutto e nulla. Tutto perchè dei tentativi di variabilità del prodotto interno (nei testi impegnati, ad esempio) sono stati fatti, ma già se ascolti “Libera la mente” con l’inserto di Beppe Grillo sembra tutto buttato lì. I temi impegnati in maniera superficialmente vincolante si mescolano con quelli d’amore che perdono potenza emozionante ed evocativa rispetto al passato.

Tecnicamente ineccepibile, musicalmente poco interessante, mi cade anche in un brano potenzialmente punta di diamante come “Poche parole” in duetto con Mina. Non taglia e non emoziona. Gli abiti di questo nuovo lavoro di Giorgia vestono perfettamente l’artista, molto meno il gusto dell’ascoltatore che non ama la sua voce a prescindere da cosa faccia. Peccato, dopo il bellissimo singolo “Parlo di te”, ci si aspettava il botto.

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