Blogger Playlist – Nazione Indiana

Mi sono limitato alle canzoni che hanno segnato la mia storia di rocker, per così dire. Alcune le ho scelte per affetto esistenziale (sono come dei parenti…), altre perché mi perdo nel cantarle, altre ancora perché le ascolto molto ultimamente. Ci sono Lou e John che cantano la venere in pelliccia di Sacher-Masoch, c’è la

di aleali

Mi sono limitato alle canzoni che hanno segnato la mia storia di rocker, per così dire. Alcune le ho scelte per affetto esistenziale (sono come dei parenti…), altre perché mi perdo nel cantarle, altre ancora perché le ascolto molto ultimamente.

Ci sono Lou e John che cantano la venere in pelliccia di Sacher-Masoch, c’è la torsione ultradiabolica che Perry diede a Sympathy for the devil a suo tempo composta da Mick quando Marianne gli passò il Maestro e Margherita, c’è Iggy il dio del rock (qualsiasi porcata faccia resta tale, al di là del bene e del male). E poi la voce e chitarra sghembe e visionarie di Syd, la voce e chitarra iperuraniche di Jeff, la voce immane di suo padre Tim, la voce sovversiva di Demetrio.

E la filastrocca più bella del mondo, quella dei Can, e l’ascesa d’amore di David, e l’amore dislocato di Robert. Tutti affetti imperituri.

Marco Rovelli, autore di Nazione Indiana

Jane’s Addiction – Sympathy for the devil
Velvet Underground – Venus in furs
Syd Barrett – Dark globe
Jeff Buckley – Hallelujah
Area – Gioia e rivoluzione
Iggy & the Stooges – Search and destroy
Can – Mary so contrary
Tim Buckley – Song to the syren
David Bowie – Rock’n’roll suicide
Robert Wyatt – Sea song

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