Iohosemprevoglia a SoundsBlog: “Il terzo posto tra i Giovani a Sanremo 2012, il divorzio da Sony e il nuovo album Riconoscersi”

Sulla copertina del nuovo album uno specchio per ‘Riconoscersi’. Nella tracklist tre brani legati da un unicum cinematografico.

SoundsBlog ha intervistato Vittorio Nacci, voce e chitarra degli Iohosemprevoglia, band pugliese (di Monopoli, in provincia di Bari) classificatasi al terzo posto a Sanremo Giovani nel 2012 col brano Incredibile (in fondo al post il video dell’esibizione sul palco dell’Ariston). Nacci, che ha all’attivo anche collaborazioni in veste di autore con Claudia Casciaro di Amici e Manuel Foresta di The Voice, ha raccontato ai nostri microfoni le difficoltà vissute dopo la kermesse sanremese che hanno portato anche alla rottura con la casa discografica Sony, che ha prodotto il loro primo disco. Domani, 10 giugno 2014, sarà rilasciato in tutti i negozi e nei digital stores Riconoscersi, il secondo album per Piccola Bottega Popolare e distribuito da Audioglobe/The Orchard. A completare la band, formatasi 12 anni fa, ci sono Silvio Pellicano (basso), Onny Allegretti (batteria, percussioni e cori), Nicola Vitti (synth, cori) e Roberto Mastronardi (chitarra, percussioni e cori).

Cos’è Riconoscersi?

È una sintesi di quello che c’è stato prima di Sanremo. Noi stiamo insieme da 12 anni, è stato un voler riconoscerci e capire meglio le cose da affrontare e il come farlo. Dopo l’esperienza di Sanremo sarebbe stato facile lasciare la terra e volare con la testa, però siamo riusciti a rimanere con i piedi per terra, forse anche perché siamo un gruppo. Nonostante le difficoltà avute dopo Sanremo, perché la casa discografica ci rallentava parecchio…

Ti riferisci alla Sony. Cosa è accaduto?

Abbiamo cercato Sanremo per tanto tempo perché è l’unico sbocco, oltre ai vari reality e a cose frivole, che permette ai giovani di farsi conoscere. Cercavamo di sfuggire a certi meccanismi ‘usa e getta’. Sarebbe un peccato vendere come fenomeno da baraccone un progetto in piedi da 12 anni. Quindi abbiamo deciso di non seguire in questo la casa discografica e di metterci nelle mani di un’etichetta indipendente, la Piccola Bottega Popolare. Che bada più all’aspetto artistico che a quello economico.

Per semplificare: voi presentavate delle canzoni e la Sony le bocciava perché le riteneva poco vendibili. È andata così?

No, perché ormai non si sa cosa può essere venduto o meno. Dicevano che la formula del gruppo, per come la intendiamo noi, e cioè scelte artistiche che si rifanno al concetto di gruppo, non interessavano loro. Ci chiedevano provini più smussati, meno ‘da musicisti’, più da radio ascoltatori. Volevano pezzi da 2 minuti e trenta. A noi non piaceva tanto, ci hanno fatto perdere un po’ di tempo per via dei tanti provini.

Con senno di poi dispiace aver perso un contratto importante o alla luce dell’esperienza avete maturato l’idea ‘mai più una major’?

Non è un problema di major, ma di mentalità. I ragazzi con cui lavoriamo adesso sono come noi, ascoltano le nostre cose, sono informati. Quello che prima era indipendente – pensa a Brunori Sas con Ligabue negli stadi – ora si sta evolvendo. La Sony è stata comunque una bella cosa, con noi si sono comportati bene, non c’è alcuna amarezza nei loro confronti. C’erano visioni diverse, non abbiamo mai litigato. È stata un divorzio consensuale.

Prima parlavi di reality. Ti riferivi ai talent show?

Parlo di reality perché cercano di imitare la vita reale di un artista, ma in realtà tutte le band dei vari hinterland nascono nelle cantinole: a 16 anni inizi a suonare con gli amichetti, poi magari ti prende bene e inizi a scrivere le canzoni e piano piano affini la tecnica di scrittura. Non ci sono solo interpreti, come invece si vede nei reality e nei talent.

Ci sono i Dear Jack…

Ho ascoltato qualcosa, meglio band che ragazze in minigonna che cantano malamente e vanno avanti solo per la minigonna.

Tra le 12 tracce del disco tre canzoni, Le cose (il videoclip lo trovate in apertura di post – si tratta del primo singolo rilasciato), Riconoscersi e Il modo, sono legate tra di loro da un unicum cinematografico. Come è nata l’idea?

È nata dopo la stesura dei brani. Con il regista dei videoclip, Matteo Fresi, si è pensato che i tre pezzi potessero essere visti in questa maniera perché parlano di amore, anche se in maniera diversa.

La copertina dell’album è uno specchio, nel quale tutti possono rispecchiarsi e ‘Riconoscersi’…

Ognuno di noi ha una visione diversa delle canzoni rispetto alla mia che le ho scritte. È un modo per coinvolgere il pubblico; faremo anche un piccolo contest online: chiederemo alla gente di fotografarsi nel disco e di inviarci gli scatti: i più belli permetteranno di aver in regalo una traccia bonus.

I pezzi che compongono il disco sono stati scritti tutti nel periodo post Sanremo?

‘Clara’ ha 8 anni, abbiamo deciso di riprenderla. Le altre risalgono agli ultimi due anni.

Il passaggio, o forse il ritorno, da Sanremo alle sagre paesane come lo vivete?

Lo fanno tutti, proprio tutti. I Perturbazione, che hanno avuto un successo pazzesco all’ultimo Sanremo, hanno suonato praticamente solo nelle sagre, anche perché il loro pubblico è quello. Non ci si può aspettare un granché. Quelli che escono da Amici suonano in situazioni peggiori. E comunque le sagre non sono da denigrare perché ti permettono di raggiungere la gente che vota a Sanremo. Il duca e il barone non votano il gruppo di Sanremo Giovani. Ci ha seguiti da sempre la gente del popolo.

Tra dieci anni dove saranno gli Iohosemprevoglia?

Spero siano ancora insieme. E se non lo saranno, spero di ritrovarci in cantinola a suonare. È quello che ci piace fare.

L’unica certezza è che non tenterete la strada del talent…

Non credo proprio, non vale la pena.

A Sanremo 2012 vinse Alessandro Casillo, anche grazie alla popolarità acquisita in tv grazie a Io Canto. C’è stato un po’ di rammarico per questo?

Lui è un bravissimo ragazzo. Il problema, magari, è chi gli sta attorno. Lui vorrebbe giocare a pallone nel cortile, sbucciarsi le ginocchia. So che ha fatto un altro singolo, non è stata una meteora.

Oggi vivete di musica?

D’estate sì, ma ognuno di noi ha un lavoro part time, in modo da avere il pomeriggio libero per suonare. Io riesco a guadagnare qualcosa scrivendo canzoni per altri artisti.

Per una band che viene da un paese di 60 mila abitanti e che arriva sul palco di Sanremo ci sono effetti negativi? Ad esempio tempo fa riportasti sulla tua pagina Facebook le dicerie secondo le quali Gianni Morandi vi aveva scelto in quanto raccomandati…

Delle voci non ce ne importa molto. Sanremo non ha avuto aspetti negativi, ci siamo divertiti tantissimo, conosciuto gente come Lucio Dalla. Per quanto riguarda le voci, se avessi avuto dei contatti particolari con Morandi saremmo arrivati altrove. Anche se con Gianni ci sentiamo ancora, gli ho spedito pochi giorni fa il nuovo album a casa e mi farà sapere.

Sanremo 2015?

In realtà per chi ha già partecipato bisogna aver venduto almeno 10 mila copie, mentre noi siamo arrivati a poco più di 5000. Ma forse Carlo Conti cambierà il regolamento. Pezzi nuovi non ne abbiamo registrato, nel caso dovremmo metterci in moto. Vediamo anche come vanno le cose con Riconoscersi.

Per promuovere il disco farete live?

Sì, in Calabria e al Sud soprattutto. Il 15 giugno presenteremo il disco a Monopoli, in piazza. Sarà un mega festone.

Riconoscersi – Tracklist

1. Cuore armato
2. Le cose
3. Sale
4. Il modo
5. Clara
6. Riconoscersi
7. Cuore vero
8. Hayez
9. Parte di noi
10. 1986
11. Felicemente stronzi
12. Sto solo

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